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Amnesty, dalla parte dei poteri forti. La lettera appello per il Venezuela firmata dal premio Nobel Esquivel, Frei Betto e Houtart

Amnesty, dalla parte dei poteri forti. La lettera appello per il Venezuela firmata dal premio Nobel Esquivel, Frei Betto e Houtart
 
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Nel suo nuovo, ma sempre imbarazzante, comunicato contro il Venezuela, Amnesty International, esattamente come accaduto per altri paesi poi massacrati dall’interventismo “umanitario”, si mette dalla parte di quella destra golpista che dopo il 2002 e il 2014 sta tentando, con l’aiuto della CIA come confermato candidamente dal suo direttore Pompeo, per la terza volta di rovesciare il legittimo governo di Caracas. Il nuovo comunicato del primo agosto è sempre firmato da Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. E si legge:  “Il presidente Maduro e il suo governo sembrano vivere in un universo parallelo. Le autorità non possono continuare a ignorare la tensione e la violenza in corso e dovrebbero rispondere alle pressanti necessità dell’intera popolazione”.

Amnesty, dall’universo della CIA, ha scelto di alimentare quelle tensioni e violenze che hanno prodotto oltre cento morti da quando la destra golpista del paese non ha accettato la via del dialogo e delle elezioni per la Costituente invocata dal Presidente Maduro, preferendo quella del linciaggio, del bruciare vive le persone solo perché hanno un’idea diversa dalla propria, del terrorismo contro ospedali infantili, ministeri e basi militari.

Chiediamo ad Amnesty: quanto tempo deve ancora passare prima che quest’organizzazione, che a parole dice di difendere i diritti umani, condanni almeno i venti chavisti linciati e arsi vivi dai fascisti golpisti. Chiediamo troppo?
 
Per il nuovo comunicato di Amnesty International, riproponiamo la lettera che abbiamo aiutato a diffondere con diversi altri siti, che ha tra i diversi primi firmatari il Premio Nobel per la pace Esquivel e Frei Betto. Non hanno bisogno di presentazioni chiaramente.  La lettera ha raccolto decine e decine di adesioni da tutto il mondo e si rivolge direttamente all’Organizzazione e in particolare al suo portavoce italiano R. Noury, che dall’inizio del nuovo tentativo violento di rovesciamento del governo venezuelano, ha scelto di non stare dalla parte dei diritti umani.

Sono le parole di un Premio Nobel del calibro di Esquivel e un gigante come Frei Betto, torturati e arrestati dalle vere dittature dell’America Latina che piacevano tanto a quello stesso occidente che oggi non a caso combatte il governo venezuelano… purtroppo anche con l’aiuto e il sostegno di Amnesty International. Si tratta di uno degli ultimi gesti politici del grande Houtart, sempre dalla parte dei più deboli contro i poteri forti. Il contrario di tutta la stampa italiana, Manifesto compreso.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

(nella foto i componenti dell'Assemblea costituente venezuelana, il potere originario del popolo. Il 70% ha meno di 35 anni.)


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Signor Riccardo Noury,
Portavoce e responsabile della comunicazione di Amnesty International Italia



con grande rammarico e preoccupazione apprendiamo come la sua organizzazione sia tornata a prestare il fianco all'offensiva delle destre contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. In un nuovo rapporto intitolato ‘Ridotti al silenzio con la forza: detenzioni arbitrarie e motivate politicamente in Venezuela’, Amnesty accusa le autorità venezuelane «di aver intensificato la persecuzione e le punizioni nei confronti di chi la pensa diversamente, in un contesto di crisi politica in cui le proteste che si susseguono in tutto il paese hanno dato luogo a diverse morti e a centinaia di ferimenti e arresti».


Si tratta di una ricostruzione falsa, tendenziosa e che getta ulteriore benzina sul fuoco delle violenze provocate da chi cerca, per la terza volta (2002 e 2014 i precedenti), di esautorare un governo legittimo con la violenza e con il terrorismo sulle strade.


I dirigenti dell’opposizione venezuelana hanno innescato una spirale di odio ormai sfuggito anche al loro stesso controllo. Gruppi di violenti - fascisti e mercenari con un tariffario preciso perlopiù - applicano con un'organizzazione paramilitare omicidi (che poi i media trasformano in “morti per la brutale repressione del regime"), rapine e devastazioni, oltre a veri e propri atti di terrorismo contro ospedali infantili, linciaggi in piazza, blocco di strade e distruzioni di edifici pubblici.





Se la situazione non fosse così grave per il futuro del Venezuela, suonerebbero quasi comiche le parole di Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe della sua organizzazione, che arriva a parlare di una «campagna diffamatoria sui mezzi d’informazione nei confronti di oppositori politici». Siamo oltre il farsesco.


Quale sarebbe, signor Noury, secondo Lei la reazione di un qualunque governo occidentale se i dirigenti dell'estrema destra del paese scendessero in piazza a coordinare le azioni dei violenti, spesso armati, come fatto da Freddy Guevara di Voluntad Popular? Il Partito estremista e violento di Gilbert Caro e Stelcy Escalona, che citate nel vostro rapporto. Il dirigente e la militante del partito guidato dal golpista Leopoldo Lopez, sono stati fermati di ritorno dalla Colombia e trovati in possesso di un fucile FAL calibro 7,62 mm, di proprietà della Forza Armata Nazionale Bolivariana con il numero di serie cancellato; un caricatore con 20 cartucce; 3 stecche di esplosivo C4. Ci sembra quanto meno arduo prendere le difese di chi viene trovato in possesso di un vero e proprio arsenale.


Quale sarebbe, signor Noury, secondo Lei la reazione di un qualunque governo occidentale se uno dei leader dell'estrema destra del paese in un'intervista alla BBC, certamente non un organo che può essere additato di simpatie con l'attuale governo venezuelano, invitasse testualmente l'esercito e la polizia del paese a compiere un colpo di stato non obbedendo più agli ordini dello Stato? E' quello che ha fatto recentemente Julio Borges, altro leader della destra venezuelana.


Come nel caso di Honduras, Haiti, Paraguay e Brasile, in Venezuela è in corso un nuovo tentativo di "golpe morbido". E i mezzi di comunicazione, purtroppo, si sono posti al servizio dei grandi interessi economici e politici, con l'intento di screditare il governo venenzuelano attraverso notizie false che servono a provocare il deterioramento generale del paese. "Quello che mi spaventa di più del Venezuela è l'opposizione, o una gran parte di essa. Credo che ci sia un clima di radicalizzazione che si è trasformata in irrazionale e che nel lungo periodo finisca per favorire la destra. Questo è molto pericoloso dato che c'è Trump negli Stati Uniti. Siamo ormai abituati alla retorica della difesa della democrazia, dei diritti umani, contro le armi di distruzione di massa. E dopo arriva sempre il terribile intervento armato degli Stati Uniti. Il peggio che possiamo fare come latinoamericani è fare da sponda all'interventismo. La radicalizzazione e quello che sta facendo Almagro nell'OSA è un pericolo, non solo per il Venezuela, ma per tutto il continente". Sono le parole illuminanti di Pepe Mujica, ex Presidente dell'Uruguay.


Ecco, signor Noury, perché la sua organizzazione ha deciso di fare da "sponda all'interventismo"? Prevenire le guerre di aggressione, come le tante che l'Occidente ha condotto in questi decenni, è un modo sicuro per evitare oceani di dolore e il disfacimento di interi paesi, che poi costringe a moltiplicare le organizzazioni addette all'emergenza umanitaria, bellica e post-bellica. Per prevenire le guerre occorre anche combattere le menzogne che le favoriscono, perché creano il pretesto. Quando - e solo ogni tanto - le menzogne sono smascherate, è troppo tardi e un paese è già distrutto.


Le ripetiamo, signor Noury: perché la sua organizzazione ha deciso di fare da sponda all'interventismo contro il Venezuela aiutando a creare il "pretesto"? Dopo ex Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Ucraina, Siria... la sua organizzazione non ha già visto troppi morti e sofferenza nel mondo prodotti dalla furia cieca dell'ingerenza occidentale?


E, per concludere, Signor Noury, non provate rimorso nei confronti delle famiglie delle vittime riunite nel ‘Comitato vittime delle Guarimbas e del Golpe Continuato’ che Lei, adducendo come motivazione la mancanza di tempo, ha rifiutato di incontrare l'anno scorso quando erano in visita in Italia? Sa signor Noury, quelle persone erano la testimonianza viva di quella violenza terrorista che oggi, come nel 2014, si ripete in Venezuela con gli stessi strumenti e protagonisti.


23 maggio 2017


Primi firmatari:

Adolfo Pérez Esquivel Premio Nobel per la pace 1980. Carcerato e torturato dalla dittatura argentina.
Gianni Vattimo - Filosofo
Frei Betto - Teologo della liberazione brasiliano
Pino Cacucci - Scrittore
Gianni Minà - Giornalista e scrittore
Alessandra Riccio - Docente universitario e giornalista
Maïté Pinero - Giornalista 
Giorgio Cremaschi – Ex leader del sindacato Fiom 
Luciano Vasapollo - Docente universitario. Capitolo Italiano della Rete di Intellettuali in difesa dell'umanità


Adesioni:

Javier Couso - Europarlamentare 
Eleonora Forenza - Europarlamentare
João Pedro Stédile - Economista, Movimento dei Senza terra, Brasile 
Mariela Castro Espín, Direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale di Cuba (CENESEX), Cuba
Carlos Aznárez - Giornalista, Resumen Latinoamericano, Argentina
James Petras - Professore emerito di sociologia alla Binghamton University, Stati Uniti
Emir Sader - Professore emerito di sociologia, Brasile
John Pilger - Giornalista, Australia
François Houtart - Docente universitario, Teologo, Sociologo, Belgio
Juan Melchor Roman - Docente, direzione politica nazionale CNTE, Messico
Andre Vltchek - Scrittore e documentarista, Libano
Christopher Black - Avvocato di diritto penale internazionale, Canada
Peter Koening - Economista (ex Banca Mondiale), Svizzera
Anita Leocadia Prestes - Storica e Docente universitaria, Brasile
Rev. Raúl Suárez - Reverendo battista, Direttore del Centro Memoriale Martin Luther King Jr, Cuba
Ricardo Rodríguez - Scrittore, Spagna
Quim Boix - Segretario generale della UIS (Unión Internacional de Sindicatos) de Pensionistas y Jubilados (PyJ), Spagna 
Richard Moretto - Sindaco di Sautel, Francia
Sergio Medina - Fotografo, Cineasta, Svizzera
Céline Meneses - La France Insoumise
Pepe Escobar - Saggista, analista geopolitico, Brasile
Valerio Evangelisti - Scrittore
Luciano Andrés Valencia - Scrittore e storico, Spagna
Leonidas Vatikiotis - Giornalista, documentarista, Grecia
Duci Simonovic - Filosofo, Serbia
Juan José García Del Valle - Giornalista, Spagna
Lucy Rodriguez Gangura - Sociologa, Spagna
Guido Piccoli - Giornalista e scrittore, Italia
Ana Corbisier - Sociologa, Brasile
José Luis Livolti - El MCL,movimiento campesino liberacion, Argentina
Randy Alonso Falcón - Giornalista, direttore di Cubadebate e del programma televisivo Mesa Redonda, Cuba
Ida Garberi - Giornalista, Cubainformacion, Cuba
Carlo Amirante - Già professore di diritto costituzionale, Italia
Fabio Marcelli - Dirigente dei Giuristi democratici, Italia
Claudio Giangiacomo - Avvocato, Ialana, Italia


 
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