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Leila Khaled in Italia non può entrare. Gentiloni si piega al volere di Israele (come sempre)

Leila Khaled in Italia non può entrare. Gentiloni si piega al volere di Israele (come sempre)
 

"Quanto accaduto è inconcepibile, ingiustificabile, vergognoso, disgustoso, dittatoriale. Quanto accaduto non è degno di un paese democratico."

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it


di Paola Di Lullo 


E così, alla fine, il governo italiano si è piegato ad Israele. Ancora una volta.


La visita annunciata di Leila Khaled in Italia è stata annullata perché il governo italiano non le ha  concesso il visto di entrata. Fermata ieri all'aeroporto Fiumicino di Roma dalla Digos, l'ex militante del Fronte popolare per la liberazione della Palestina,  è stata costretta ad imbarcarsi sul volo successivo per Amman, perché il suo visto non era valido.


Quanto accaduto è inconcepibile, ingiustificabile, vergognoso, disgustoso, dittatoriale. Che lo tengano a mente Gentiloni ed i suoi ministri e chi comincerà a cercare d'imbonirci con la prossima campagna elettorale. Quanto accaduto non è degno di un paese democratico.


La motivazioni ufficiale del respingimento? Leila Khaled è una terrorista. Una donna che ha combattuto per liberare il suo popolo da un'occupazione che, ad oggi, è arrivata a 69 anni, la più lunga della storia, dà così fastidio, o fa tanta paura? Anche solo se partecipa a qualche dibattito,  a qualche momento di confronto, le si nega il visto.


E quindi qual è la motivazione reale? Siamo servi d'Israele. Meglio, il nostro governo, lo è.


E veniamo ai fatti. Fin da subito, non appena viene fuori la notizia che Leila Khaled sarà in Italia, su invito dell'UDAP (Unione Democratica Arabo-Palestinese), insieme alla comunità ebraica, su cui ritornerò dopo, insorge la  consigliera di FI Mara Carfagna, che chiede al ministro degli Interni Marco Minniti un'interrogazione parlamentare riguardo alla "passerella della terrorista che potrebbe fare proseliti."


Ed i media maistream?


Dal Corriere della Sera al Mattino, al Giornale, è tutto uno sbraitare contro quella che potremmo paragonare, senza timore d'essere smentiti, alle nostre Carla Capponi e Nilde Iotti, per ricordare i nomi più famosi.


Non credo sia il caso di soffermarsi né sulla Carfagna, né sul ministro Minniti che, per i suoi accordi con la Libia, sarà giudicato dal  Tribunale Permanente dei Popoli (http://contropiano.org/news/politica-news/2017/11/16/minniti-scippa-soldi-allafrica-andra-davanti-al-tribunale-dei-popoli-097732), tanto per citare un episodio di gravissima violazione dei diritti umani dei migranti da parte di un esponente del governo italiano.


Pertanto, ritorno a Leila Khaled, ai dirottamenti aerei di cui, a sproposito, si è tanto parlato in questi giorni. La Khaled, non hai MAI ucciso un civile in vita sua. Era una Resistente, membro del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ed è tutt'oggi membro del Consiglio Legislativo Palestinese. Ora, è evidente a chiunque non sia in malafede, che la Resitenza, quasi sempre, si faccia con le armi. Altrimenti, tocca etichettare anche i nostri partigiani come terroristi. O forse i nazisti furono cacciati via dall'Italia con mazzolin di fiori e sviolinate? E la brigata ebraica, che ogni 25 aprile pretende di essere presente ai cortei per la Festa della Liberazione? Terroristi anche loro? Perché l'Italia li celebra, mentre respinge Leila Khaled? Sarà mica che è Palestinese, la Khaled?


Leila, è  vero, dirottò due aerei. E fu la prima donna della storia a farlo. E non si pentì mai.


Il primo dirottamento avvenne il 29 agosto 1969, su un Boeing 707 della statunitense TWA, in servizio da Los Angeles a Tel Aviv, con scali a Roma ed Atene. Salita a bordo a Roma, con Salim Issaoui, prese il controllo dell'aereo, facendolo atterrare a Damasco. Non prima di aver sorvolato Haifa, sua città natale. Dopo l'atterraggio e lo sbarco delle 116 persone a bordo, l'aereo venne fatto esplodere. Nessun morto o ferito venne mai segnalato.


Il secondo dirottamento avvenne  nell'ambito del piano Dawson's Field, dal nome di un vecchio campo d'aviazione in Giordania. Si trattava di una serie di dirottamenti, voluti dall'allora leader del PFLP, Geroge Habash, concentrati tra il 6 ed il 9 settembre 1970. La Khaled e Patrick Arguello, statunitense di origine nicaraguense, cercarono di dirottare, il 6 settembre 1970, il volo dell'EL AL in servizio tra Amsterdam e New York. La presenza di un membro dell'IDF a bordo dell'aeromobile, che uccise Arguello, sventò il dirottamento. Leila aveva con se due granate che non usò, perché le istruzioni ricevute erano di non mettere in pericolo la vita dei passeggeri a bordo del volo.


Il pilota atterrò ad Heathrow, Londra, dove la Khaled venne arrestata per essere rilasciata il I ottobre successivo. Nello stesso anno il PFLP abbandonò la tattica dei dirottamenti aerei, che erano stati un modo per richiamare l'attenzione del mondo sulla Palestina Occupata, per urlare i crimini di un'occupazione violenta e sanguinaria, fin da prima che lo stato d'Israele venisse autoproclamato da David Ben Gurion, il 14 maggio 1948.


E facciamo bene attenzione ad etichettare come organismo terroristico anche l'ONU che con due Risoluzioni, la 3246 del 29 novembre 1974, e la 3070 del 1973 :





1. ribadisce il diritto inalienabile di tutti i popoli sottoposti a dominio coloniale straniero e ingerenza esterna all’autodeterminazione, libertà e indipendenza conformemente alle risoluzioni 1514 (XV) del 14 dicembre 1960, 2649 (XXV) del 30 novembre 1970 e 2787 (XXVI) del 6 dicembre 1971 della Assemblea Generale;


2. ribadisce inoltre la legittimità della lotta dei popoli per liberarsi dal dominio coloniale straniero e dall’influenza esterna con tutti i mezzi a loro disposizione, inclusa la lotta armata;


3. sollecita tutti gli Stati affinché, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite e alle relative risoluzioni delle Nazioni Unite, riconoscano il diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione e indipendenza e offrano sostegno morale, materiale e di altra natura a tutti i popoli che lottano per il pieno esercizio del loro diritto inalienabile all’autodeterminazione e indipendenza.


L’articolo 2 della Risoluzione 3070 del 30 novembre 1973 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che costituisce, come tutte le risoluzioni del’ONU, diritto internazionale che deve essere rispettato da tutti gli Stati membri, priva di qualsiasi legittimità tutte le accuse di “terrorismo” con cui si tende a bollare le azioni difensive dei popoli libanese e palestinese di fronte alle continue incursioni e invasioni dell’esercito dello Stato di Israele.
Da italiana reputo questa scelta vergognosa ed inqualificabile.


Tanto più perché decisa da  un governo che rappresenta sempre più gli interessi, prevalentemente economici, dei suoi stessi membri, e sempre meno il popolo che lo avrebbe eletto e posto in carica.  Reputo le pressioni, le intimidazioni, i ricatti degli ebrei italiani esecrabili ed inqualificabili. Non m'interessa la loro religione, ma la loro nazionalità. Se sono italiani, che rispettino le leggi del governo italiano, senza interferenze. Altrimenti, vadano altrove. Ma, d'altro canto, perché mai, dal momento che il governo italiano altro non è che una sbiadita fotocopia del criminale governo israeliano? Manca giusto un po' di filo spinato e qualche muro qui e lì. Ma forse sono inutili, dal momento che abbiamo saputo superare il maestro, senza apparentemente sporcarci le mani, pagando altri perché lo facciano al posto nostro. I crimini contro l'umanità, in Libia, hanno attirato l'attenzione dell'ONU che ha accusato  l’Unione Europea, ed in particolare l’Italia, attraverso l'Alto commissario per i diritti Umani, Zeid Raad Al Hussein. Secondo lui il patto con la Libia è “disumano” e gli osservatori delle Nazioni Unite “sono rimasti scioccati” dagli abusi perpetrati sui migranti nelle prigioni libiche. La denuncia di Zeid arriva con un duro comunicato che ha come bersaglio la politica dell’Unione Europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli in Libia. “La comunità internazionale non può chiudere gli occhi di fronte a questi episodi di violenza - dice Zeid - la sofferenza dei migranti detenuti nelle prigioni libiche è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”. 


E, visto che parliamo di terrorismo, vi inviterei a tenere presente che il 9 agosto del 2004 la Corte Internazionale dell'Aia ha condannato come illegale il muro costruito da Israele in Cisgiordania, in quanto viola il diritto internazionale. Ne ha chiesto lo smantellamento perché "Il muro insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico". Ed ha concluso parlando di "violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani." 14 giudici su 15 scrissero anche che "L'organismo internazionale - la cui giurisdizione sulla questione era stata contestata dal governo di Airel Sharon - ritiene che si dovranno pagare dei risarcimenti ai palestinesi le cui proprietà sono state confiscate per permettere la costruzione del muro. Israele dovrà inoltre "garantire il libero accesso ai luoghi santi che sono sotto il suo controllo". 
Nulla di quanto prescritto è stato rispettato, naturalmente.


Vi inviterei, altresì, a leggere quanto riportato dalle centinaia di fonti Palestinesi, Arabe, Israeliane ed Occidentali, sia scritte che orali, sulle decine di massacri contro i Palestinesi compiuti   dalle forze sioniste durante la cosiddetta "guerra" del 1948. Alcuni di questi sono ben noti e sono stati pubblicati, mentre altri non lo sono. Qui di seguito ci sono alcuni dettagli delle stragi più note commesse per mano dell' Haganah e del suo braccio armato, il Palmach, così come dalla Banda Stern, l'Irgun e altre bande paramilitari sioniste:


L'Irgun Zvai Leumi è conosciuto come "Irgun" e Lochamei Herut Yisrael è conosciuto come "Lehi" o "Stern Gang".
 

APPENDICE


Tra il 1939 ed il 14 maggio 1948 lo stato d'Israele non esisteva ancora. Esistevano, tuttavia, già bande armate di sionisti, che provvidero a cominciare la "pulizia etnica" della Palestina, supportati dall'esercito inglese, di stanza in Palestina grazie al mandato britannico. Ricordiamo che il sionismo è un'ideologia POLITICA, teorizzata da Theoror Herzl nel 1897, che sostiene il diritto degli ebrei di fondare uno stato ebraico, in Palestina o in Uganda 


MASSACRO DI HAIFA - 03/06/1937
I paramilitari dell' Irgun ed i gruppi Lehi Zionist bombardarono un mercato di Haifa uccidendo 18 civili palestinesi e ferendone 38.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 01/10/1937
Un membro dell'organizzazione sionista dell'Irgun fece esplodere una bomba nel mercato ortofrutticolo nei pressi della Porta di Damasco a Gerusalemme uccidendo decine di civili palestinesi e ferendone molti altri.
MASSACRO DI HAIFA - 07/06/1938
I paramilitari sionisti dell' Irgun collocarono due autobombe in un mercato di Haifa uccidendo 21 civili palestinesi e ferendone 52.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 13/07/1938
10 palestinesi uccisi e 31 feriti in una massiccia esplosione nel mercato ortofrutticolo arabo nella Città Vecchia di Gerusalemme.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 15/07/1938
Un membro dei paramilitari sionisti dell'Irgun lanciò una bomba a mano di fronte ad una moschea di Gerusalemme mentre i fedeli stavano camminando proprio lì fuori. 10 morti e 30 feriti.
MASSACRO DI HAIFA - 25/07/1938
I paramilitari dell'Irgun collocarono n'autobomba in un mercato arabo di Haifa, uccidendo 35 civili palestinesi e ferendone 70.
MASSACRO DI HAIFA - 26/07/1938
Un membro dell' Irgun lanciò una bomba a mano in un mercato di Haifa uccidendo 47 civili palestinesi.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 26/08/1938
Un'autobomba collocata dai paramilitari sionisti dell'Irgun esplose in un mercato arabo di Gerusalemme, uccidendo 34 civili e ferendone 35.
MASSACRO DI HAIFA - 27/03/1939
I paramilitari Irgun fatto esplodere due bombe a Haifa uccidendo 27 palestinesi e ferendone 39.
MASSACRO DI HAIFA - 19/06/1939
Paramilitari sionisti lanciarono una bomba a mano in un mercato di Haifa uccidendo 9 palestinesi e ferendone 4.
MASSACRO DI BALAD AL-SHAYKH - 06/12/1939
I paramilitari dell'Haganah fecero irruzione nella città di Balad al-Shaykh catturando 5 residenti che poi uccisero. La città di Balad al-Shaykh è una città palestinese situata a est di Haifa.
MASSACRO DI SEMIRAMIS - 05/01/1942
L' Haganah bombardò il Semiramis Hotel situato nel quartiere Katamon di Gerusalemme. L'hotel crollò sui suoi ospiti, tutti palestinesi, uccidendo 19 persone e ferendone più di 20.
• MASSACRO DEL KING DAVID - 22/07/1946
Una bomba esplode al King David Hotel di Gerusalemme, quartier generale dell'amministrazine civile e militare britannica. ì, uccidendo 91 persone : 28 britannici, 41 arabi, 17 ebrei e 5 persone di diversa nazionalità. L'attentato viene rivendicato dal Lehi, chiamato dagli inglesi "la banda Stern", e dall'Irgun.
MASSACRO DI AL ABBASIYAH - 13/12/1947
Un gruppo di membri dell'Irgun travestiti da soldati britannici attaccarono il villaggio di Al Abbasiyah e aprirono il fuoco contro i suoi abitanti seduti fuori ad un caffè del paese. Bombardarono anche alcune delle loro case e posizionarono diverse bombe ad orologeria. Inoltre, i soldati britannici circondarono il villaggio e permisero agli assassini di fuggire dalla parte settentrionale del villaggio. Uccisero 7 persone e ne ferirono gravemente altre 7, 2 delle quali morte in seguito. Tra essi, un bambino di 5 anni.
MASSACRO DI AL-KHASAS - 18/12/1947
73 sionisti del kibbutz "Maayan Baruch" attaccarono e spararono contro 5 lavoratori palestinesi sulla strada per andare a lavorare. Durante l'attacco, uno dei sionisti fu accoltellato ed ucciso spingendo il comandante del terzo battaglione Palmach, Moshe Kelman, ad ordinare un' operazione di rappresaglia durante la quale furono bruciate case ed uccisiuomini di Al-Khasas. La relazione del comandante sionista osserva che furono uccise 12 persone, tutti donne e bambini.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 29/12/1947
Paramilitari Irgun gettato un barile pieno di esplosivo vicino a Bab al-Amud (Porta di Damasco), a Gerusalemme, che ha provocato la morte di 14 palestinesi e il ferimento di 27 altri.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 30/12/1947
Paramilitari Irgun gettarono una bomba da un'auto in corsa uccidendo 11 palestinesi.
MASSACRO DI BALAD AL-SHAYKH - 31/12/1947
Una forza congiunta del primo battaglione Palmach e una brigata guidata da Haim Avinoam attaccarono il villaggio di Al-Balad Shaykh uccidendo 60 civili, secondo fonti sioniste. Tra gli assassinati, bambini, donne e anziani. Decine di case furono distrutte.
MASSACRO DI AL-SHEIKH BREAK - 31/12/1947
Gruppi paramilitari sionisti irruppero nel villaggio di Al-Sheikh Break, uccidendo 40 palestinesi.
MASSACRO DI AL-SARAYA AL-ARABEYA - 08/01/1948
Paramilitari sionisti utilizzarono un'autobomba per uccidere 70 civili palestinesi e ferirne decine.
MASSACRO DI RAMLA - 15/01/1948
I soldati del Palmach e dell'Haganah bombardarono uno dei quartieri arabi di Ramla.
MASSACRO DI YAZUR - 22/01/1948
Yigael Yadin, un comandante dell'Haganah, ordinò al comandante del Palmach, Yigal Allon, di procedere ad una operazione contro il villaggio di Yazur. Un gruppo del Palmach attaccò un autobus nei pressi di Yazur, ferendo il conducente e diversi passeggeri palestinesi. Lo stesso giorno, un altro gruppo attaccò un altro autobus uccidendo e ferendo diverse persone. Questi attacchi da parte del Palmach e delle Brigate Givati sui villaggi palestinesi e le auto continuarono per 20 giorni consecutivi, mentre altre unità hanno fecero esplodere delle bombe nei pressi delle abitazioni del villaggio.
Poi i paramilitari dell'Haganah decisero di attaccare il villaggio e bombardare unaa fabbrica di ghiaccio insieme a due edifici intorno. Un gruppo dell'Haganah aprì il fuoco sulla fabbrica di ghiaccio nel villaggio, mentre altri gruppi spararono e lanciarono bombe a mano sulle case del villaggio. Inoltre, un gruppo ingegneristico bombardò l'edificio Askandroni, la fabbrica di ghiaccio, ed uccise 15 persone.
MASSACRO DI SA'SA - 14/02/1948
Una forza del Palmach fece irruzione nel villaggio di Sa'sa distrusse 20 case abitate, uccidendo 60 abitanti del villaggio, la maggior parte dei quali erano donne e bambini.
MASSACRO DI GERUSALEMME - 20/02/1948
La Banda Stern rubò un veicolo dell'esercito britannico, lo riempì di esplosivo, e lo collocò di fronte al palazzo di Al Salam a Gerusalemme. L'esplosione uccise 14 palestinesi e ne ferì 26.
MASSACRO DI HAIFA - 20/02/1948
Paramilitari sionisti attaccarono i quartieri palestinesi a Haifa con colpi di mortaio uccidendo 6 persone e ferendone 36.
MASSACRO DI AL-HUSAYNIYYA - 13/3/1948
Paramilitari dell'Haganah fecero irruzione nel villaggio di Al-Husayniyya, distruggendo case con esplosivo e uccidendo più di 30 famiglie.
• MASSACRO DI ABU KABIR - 31/3/1948
I paramilitari dell' Haganah effettuarono un attacco armato contro il quartiere di Abu Kabir a Jaffa. Distrussero case e uccisero i residenti in fuga dalle loro case per cercare riparo.
• MASSACRO DEL TRENO CAIRO-HAIFA - 31/03/1948
La Banda Stern posozionò bombe su un treno Cairo-Haifa, uccidendo 40 persone e ferendone 60.
• MASSACRO DI RAMLA - 01/03/1948
Paramilitari sionisti pianificarono ed eseguirono questa strage nel marzo 1948 in un mercato nella città di Ramla, uccidendo 25 civili palestinesi.
MASSACRO DI JAFFA - 01/04/1948
La Banda Stern lanciò una bomba in una piazza affollata a Jaffa, uccidendo 15 persone e ferendone 98.
MASSACRO DI AL-SARAYA - 01/04/1948
Il 4 Gennaio 1948 i paramilitari sionisti dell'Irgun collocarono una macchina piena di esplosivo ad Al-Saraya, vicino a Jaffa, distruggendo tutto ciò che vi era intorno, uccidendo 30 palestinesi e ferendone molti altri.
MASSACRO DI AYN AL-ZAYTOUN - 05/04/1948
Ayn al-Zaytoun era un villaggio palestinese alla periferia di Safed, la cui popolazione era di 820 persone. Lo scrittore ebreo, Netiva Ben-Yehuda, scrive nel suo libro "Through the Ropes Binding" circa la il massacro di Ayn al-Zaitoun : "il 3 o il 4 del 1948,furono sparati circa 39 prigionieri legati."
MASSACRO DI DEIR YASSIN - 09/04/1948
Un gruppo di 120 paramilitari sionisti dell'Irgun Zvai Leumi (Irgun) e del Lochamei Herut Yisrael (Lehi o Stern Gang) ataccò il villaggio di Deir Yassin, accompagnati da carri armati.
Circa 100-120 dei suoi abitanti, per la maggior parte donne e bambini, furono massacrati. Il villaggio era una città palestinese di circa 750 abitanti, situata ad ovest di Gerusalemme. Il "massacro" in realtà si verificò in tre fasi distinte.
La sera del 9 aprile, il capo dell'Irgun esagerò pubblicamente il bilancio delle vittime, al fine di terrorizzare gli arabi in Palestina. Si era vicini alla fine del Mandato Britannico e la lotta arabo-ebraica subiva un' escalation. La cifra 254 è quasi certamente un' esagerazione, ma non è un'esagerazione araba.
Le loro considerazioni erano di natura economica, ma a mano a mano che si discuteva dei piani di attacco, si discuteva se massacrare tutti gli abitanti del villaggio o solo i maschi e tutti gli altri oppositori. Lo scopo era quello di spaventare i residenti arabi della Palestina e di vendicarsi per gli attacchi e le atrocità perpetrate contro le precedenti forze ebraiche. Un ordine del Comandante-in-capo dell'Irgun, Menachem Begin, avrebbe detto loro di osservare la Convenzione di Ginevra. Se questo ordine sia stato preso sul serio o tralasciato, effettivamente non è chiaro. È chiaro che la sera prima dell'attacco alcuni parlavano di infliggere grandi perdite per inviare un messaggio di paura agli arabi di Palestina.
MASSACRO DI NASIR AL-DIN - 13/04/1948
Un gruppo mascherato, formato da forze dell' Irgun e dello Stern Gang fece irruzione nel villaggio di Nasir al-Din aprendo il fuoco sui suoi abitanti e uccidendo 50 persone. Il giorno precedente, sia Nasir al-Din che Al-Shaykh Qadumi erano stati attaccati e 12 persone erano state uccise.
• MASSACRO DI QALUNYA - 14/04/1948
Una forza del gruppo paramilitare sionista Palmach fece irruzione a Qalunya, bombardò diverse case e uccise 14 dei suoi residenti.
MASSACRO DI TIBERIADE - 19/04/1948
Paramilitari sionisti hanno bombardato una casa a Tiberiade, uccidendo 14 dei suoi abitanti.
MASSACRO DI HAIFA - 22/04/1948
Paramilitari sionisti attaccarono Haifa ed occuparono case. strade ed edifici pubblici, uccidendo 50 palestinesi e ferendone 200. I residenti furono colti di sorpresa, così portarono le loro donne ed i bambini al porto turistico per spostarli nella città di Akka. Durante il tragitto furono attaccati dai paramilitari sionisti che uccisero100 civili e ne ferirono 200.
MASSACRO DI SAFED - 13/05/1948
L'Haganah fece strage di circa 70 giovani di Safed, ma non ci sono dettagli su questo massacro.
MASSACRO DI ABU SHUSHA - 14/05/1948
Paramilitari sionisti commisero un brutto massacro nel villaggio di Abu Shusha, uccidendo circa 60 dei suoi residenti, tra cui uomini, donne, bambini e anziani. Il massacro si concluse con l'espulsione di tutti gli abitanti del villaggio dalle loro case, che furono poi gradualmente demolite.
MASSACRO DI BEIT DARAS - 21/05/1948
Una forza sionista supportata da carri armati circondò il villaggio di Beit Daras e aprì il fuoco su esso. La gente del villaggio, compresa la tragicità della situazione, decise di resistere al fuoco e difendere le proprie case a tutti i costi, esortando le donne, i bambini e gli anziani a lasciare il villaggio per ridurre le perdite. Le donne, i bambini e gli anziani si stavano dirigendo verso la zona sud del paese, in periferia, dove si scontrarono con i sionisti, nonostante fossero indifesi. Molti di loro furono uccisi, e le forze diedero fuoco a molte case, bombardandone altre.
MASSACRO DI AL-TANTURA - 22/05/1948
Questo massacro fu portato a termine dal terzo battaglione della Brigata Alexandroni e il piano sionista era quello di attaccare il villaggio da due lati, nord e sud. Una delle brigate bloccò la strada, mentre una barca bloccò il percorso via mare. Ogni unità attaccante aveva una guida del vicino insediamento di Zikhron Ya'akov, i cui residenti conoscevano il loro modo per circondare il paese, e la leadership della brigata mantenne un'unità di riserva per le emergenze. Al-Tantura non cominciò una battaglia con l'Haganah, ma rifiutò le loro condizioni, così gli aggressori portarono gli uomini al cimitero del villaggio, li misero in fila, e ne uccisero 200-250.
• MASSACRO DI HAIFA - 20/06/1948
78 palestinesi furono uccisi e 24 feriti da una bomba piazzata all'interno di una scatola di verdura in un mercato ortofrutticolo di Haifa. I paramilitari dell'Irgun e del Lehi furono i responsabili.
• MASSACRO DI GERUSALEMME - 01/07/1948
Paramilitari dell'Irgun lanciarono una bomba alla Porta di Giaffa a Gerusalemme, uccidendo 18 civili e ferendone altri 40.
MASSACRO DI TABRA TULKAREM - 02/10/1948
Un gruppo di paramilitari sionisti fermò dei cittadini palestinesi dell villaggio di Tabra Tulkarem e sparò su di loro, uccidendo 7 persone e ferendone 5.
MASSACRO DI HAIFA - 28/12/1948
Paramilitari sionisti del quartiere di Al-Hadar, situato nella parte superiore di Al-Abbas Street a Haifa, fecero rotolare giù un barile pieno di esplosivo distruggendo case e uccidendo 20 cittadini arabi, e ferendone 50.
(https://medium.com/@thepalestineproject/notorious-massacres-of-palestinians-between-1937-1948-ae4f4d1f61d0)
Dopo tutto ciò, siamo ancora sicuri che la vera terrorista sia Leila Khaled?


 
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