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Nel mio  romanzo “Aurora” vi mostro come la cultura occidentale possa indottrinare, fare il lavaggio del cervello e distruggere...

Nel mio  romanzo “Aurora” vi mostro come la cultura occidentale possa indottrinare, fare il lavaggio del cervello e distruggere...
 
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“AURORA” è un romanzo di Andre Vltchek che, come ha scritto correttamente Tony Christini di Homefront è "un lavoro meraviglioso, quello che un lavoro letterario dovrebbe essere: pienamente umano".

E' anche un lavoro estremamente raro per la nostra modernità perché abbina coraggio, consapevolezza e la necessità del sociale. E' un libro concentrato sulla presunta superiorità della cultura europea, ma che sviscera e distrugge tutti i luoghi comuni che hanno distrutto negli ultimi anni decine di stati sovrani, con milioni di morti innocenti sulla coscienza. Dalla razza superiore alla cultura superiore, il romanzo di Vltchek ci pone di fronte alle nostre responsabilità. Abbiamo rivolto alcune domande all'Autore di "Aurora", noto in Italia soprattutto per Terrorismo occidentale, scritto con Noam Chomsky.

 

Come descriverebbe "Aurora"?
 

A: Aurora è il mio ultimo romanzo. E' breve, ma intenso emotivamente e oltraggioso. Rompe molti taboo, specialmente quelli che riguardano l'occidente e in particolare la cultura europea. Tante persone ancora vivono con il feticcio che la cultura europea sia superiore alle altre del mondo. Io non lo ritengo affatto, dopo aver vissuto per tanti anni in Asia e America Latina davvero mi viene difficile crederlo... ma comunque nel mio  “Aurora” vi mostro come la cultura occidentale possa indottrinare, fare il lavaggio del cervello e distruggere.  

 

Si concentra solo sulla cultura o ci sono riferimenti anche alle istituzioni europee?

 

A: Precisamente ad entrambi! I due principali protagonisti di “Aurora” sono un tedesco, presidente di un importante centro culturale europeo, che per lavoro vive in un paese asiatico non precisato nella novella e la sua antagonista, una donna, una grande artista locale scappata dal suo paese in Venezuela dove ha sposato un pittore rivoluzionario. Il suo nome è Aurora. 

Hans G non è solo il presidente del centro culturale, è anche un agente segreto, oltre ad essere chiaramente un organo della propaganda che utilizza la sua "arte" e finanzia gli artisti locali per motivi politici: per controllare politicamente il paese dove si trova, per mantenere le persone obbedienti, ignoranti e passive. 

 

In che modo Aurora si confronta con lui?

 

A: Aurora chiaramente capisce quello che Hans G. (e la sua cultura) stanno facendo al suo paese. Lo sfida, lo umilia pubblicamente... ma non posso rivelare troppo della storia qui. La ragione principale per cui Aurora decide di ritornare nel suo paese è per scoprire la verità su sua sorella - altra artista importante rapita, stuprata, torturata e uccisa, principalmente da coloro che erano per "promuovere" la grande cultura europea!  

 

Nel romanzo, una delle scene più intense per il lettore è il dialogo tra Mozart e Brecht...

 

A: In passato, ma anche oggi è così, alcuni tra i più grandi musicisti, scrittori e artisti europei sono stati distrutti e prostituiti dalle elites e dalla Chiesa. Sono stati costretti, in altri termini, a produrre opere geniali nella forma, ma dai contenuti patetici e senza grande nerbo. Mozart e Brecht, seduti in un bar della città cilena di Valparaiso, stanno discutendo il passato, l'arte, anche se stanno principalmente ricordando l'importante incontro tra Hans G con Aurora. In qualche modo nel loro racconto stanno parlando di "Aurora". 

 

Nel romanzo si trova spesso un "black humour" di contorno alle diverse scene. Quanto è difficile raccontare questioni così serie e strappare un sorriso ad un lettore?

 

A: Per me, l'humor è essenziale. Lo uso sempre nei miei scritti, nelle novelle e nelle sceneggiature teatrali. Le persone non vogliono solo essere "educate" e sentirsi ricordare quanto è drammatico il mondo oggi: qunado leggono un libro, soprattutto un romanzo, vogliono provare emozioni, ridere, piangere, sentirsi vivi.  

Penso che la buona letteratura possa realmente rivoluzionare il mondo; può mostrare la realtà. Per questo il regime occidentale ha fatto in modo di neutralizzarla, de-politicizzarla, così come il cinema e la poesia - perché è da qui che l'ispirazione della ribellione e il coraggio proviene. Il regime non si preoccupa molto di censurare il lavoro "non-fiction": non sarebbe mai riuscito a spostare le persone, per inviarli alle barricate. Solo la vera arte può: i romanzi, le poesie e la grande musica.

 

Ha intenzione di pubblicare "Aurora" in Italia?

 

A: Nessun piano concreto, ma mi piacerebbe molto. Se qualcuno ha il coraggio di toccare con mano tale dinamite, perché no?!



Qui per acquistare "Aurora"



 

*Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha seguito guerre e conflitti in dozzine di paesi. I suoi libri più recenti sono “Exposing Lies of the Empire”  [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism” [Lotta contro l’imperialismo occidentale]. La sua discussione con Noam Chomsky “On Western Terrorism” [Sul terrorismo occidentale]. Point of No Return [Punto di non ritorno] è il suo romanzo politico acclamato dalla critica. Oceania – un libro sull’imperialismo occidentale nel Pacifico meridionale. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia: “Indonesia – The Archipelago of Fear” [Indonesia, l’arcipelago della paura]. Andre realizza documentari per teleSUR e Press TV. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attualmente risiede e lavora in Asia Orientale e in Medio Oriente. Può essere raggiunto sul suo sito web o su Twitter

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