/ Vladimiro Giacche': "La proposta di Pitruzzella non e' nuova ma r...

Vladimiro Giacche': "La proposta di Pitruzzella non e' nuova ma ricopia il Ministero della Verita' di Orwell"

Vladimiro Giacche': La proposta di Pitruzzella non e' nuova ma ricopia il Ministero della Verita' di Orwell
 
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it

Riproponiamo nella sua interezza l'intervista de il Fatto Quotidiano a Vladimiro Giacché, economista e filosofo, che come AntiDiplomatico abbiamo avuto il privilegio di intervistare varie volte. L'autore della Fabbrica del Falso offre a nostro avviso la miglior sintesi sulla deriva autoritaria che il nostro paese rischia per libera espressione in rete. Deriva che Giacché non ha il timore di chiamare "Ministero della Verità".
 

di Silvia Truzzi | da ilfattoquotidiano.it


Cosa pensa dell’agenzia statale invocata dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella?

Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di avere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva a propagandare bugie. Dovremmo tenere ben presente questo scenario perché è il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità.


Rendere “governativo” il controllo sulle notizie crea un cortocircuito: un fisiologico rapporto tra i poteri prevede che l’informazione vigili su chi detiene il potere.

La gran parte dei media ha mancato l’obiettivo del controllo sulle notizie. Esempi? Sappiamo, da studi successivi, che la guerra in Iraq si basò su 935 menzogne dette da Bush jr e dal suo entourage all’opinione pubblica (Charles Lewis, 935 Lies: The Future of Truth and the Decline of America’s Moral Integrity, 2014). Più di recente, una porzione considerevole della nostra stampa ha ignorato che gran parte dei ribelli siriani non erano civili inermi, ma terroristi: ora che Aleppo è stata liberata si scopre che ci sono armi statunitensi, bulgare, tedesche, francesi…

L’informazione, dicevano i liberali, dovrebbe essere il cane da guardia del potere perché è da lì che arrivano le bugie pericolose.

Invece si è appiattita sulle posizioni dominanti. Al di là di come valutiamo il voto sulla Brexit, è ovvio che quel risultato manifesta un’enorme sofferenza sociale rispetto all’appartenenza all’Ue e a quella che genericamente chiameremo “globalizzazione”: non solo questa sofferenza non è stata compresa, ma quando si è espressa è stata demonizzata. Avrebbero votato leave i disadattati, i vecchi rimbambiti, gli ignoranti. Invece di interrogarsi sul perché questi segnali non erano stati intercettati si è preferito insultare gli elettori. Stessa cosa è accaduta per le elezioni Usa e il nostro referendum. Ma sarebbe preferibile evitare queste scorciatoie, in cui io vedo derive autoritarie: sono pericolose, anche per chi le invoca.

Lei ha scritto: “La menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo”.

Quel che non si vuol capire è che la verità ha la testa più dura. Serve a poco propagandare numeri mirabolanti sull’occupazione: le persone sanno se lavorano o no. Kennedy diceva: puoi ingannare qualcuno per sempre e tutti per un po’, ma non puoi ingannare tutti per sempre.

Ha letto la risoluzione del Parlamento europeo per contrastare la propaganda contro la medesima Ue?

Sì, è un caso di umorismo involontario. Siamo di fronte a una élite europea del tutto sorda rispetto al giudizio dei cittadini e arroccata sulle proprie posizioni in modo non diverso da quello dei nobili dell’Ancien régime francese. Il discorso pubblico è stato ingessato su presunte verità che sono oggettivamente insostenibili: pensiamo al dibattito sull’euro. Il muro di menzogne sta crollando ed è proprio per questo che ci s’inventa un “ministero della Verità”. Ma attenzione, la bugia ha un valore diagnostico e rivelatore: una bugia scoperta ci dice sul suo autore molte cose. Chi mente ha sempre buoni motivi per farlo. Allo stesso modo, queste proposte rivelano molto su paure e debolezze di chi le porta avanti. E anche un’insofferenza al dibattito democratico che è tipica delle ideologie autoritarie.

Chi dovrebbe decidere che una news è fake?

L’unico capo di questa ipotetica Agenzia potrebbe essere Dio. Ma ovviamente agenzie del genere finiscono per avere un obiettivo molto più terra terra: vietare ciò che è sgradito al potere, nascondere i problemi sotto il tappeto.

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
Notizia del:
comments powered by Disqus
Le più recenti da L'intervista
Notizia del:

Lidia Undiemi: "Sud Europa chieda dimissioni Dijsselbloem. La Troika non aiuta, affama chi è in difficoltà".

Abbiamo rivolto come redazione de l'AntiDiplomatico alcune domande a Lidia Undiemi, autrice de il "Ricatto dei Mercati", per un commento anche sulle ultime incredibili dichiarazioni di Mr...
Notizia del:

"Milagro Sala rappresenta quanto di più latinoamericano ha l’Argentina"

Intervista di Geraldina Colotti a Sandra Russo, giornalista e saggista argentina, autrice di un libro su Milagro Sala e la Tupac Amaru «Con Milagro, per ripensare la libertà e la democrazia»

di Geraldina Colotti* - Il Manifesto Giornalista e saggista argentina, Sandra Russo è stata di recente...
Notizia del:

"Troppo comodo avere un’opposizione impresentabile come quella razzista di Wilders in Olanda. La vera alternativa siamo noi"

Intervista a Giorgio Cremaschi, uno degli organizzatori della manifestazione della Piattaforma Eurostop del 25 marzo a Roma peri i 60° anni dei Patti di Roma

Davanti Montecitorio si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione delle giornate di...
Notizia del:

Pedro Paez, il teorico della nuova architettura finanziaria dell'America Latina: "In Ecuador c'è il rischio di un colpo di stato"

di Geraldina Colotti* - il Manifesto Pedro Paez, economista ecuadoriano di fama internazionale, ha svolto molti incarichi, anche di governo, nel suo paese. Soprattutto, ha avuto un ruolo centrale in...
Notizia del:

Venezuela ripudia nuove dichiarazioni del cancelliere brasiliano

"E 'riprovevole e deprecabile che un funzionario della dittatura del Brasile esprima un giudizio sulla vigorosa democrazia venezuelana"

"Aloysio Nunes ha tradito il popolo del Brasile, ed è stato impiegato al servizio dei golpisti e delle...
Notizia del:

Il monito da Pechino: "Gli Stati Uniti non possono vivere senza la Cina"

Il Segretario del Commercio della Cina, Zhong Shan, ha messo in guardia gli Stati Uniti che "una guerra commerciale non gioverebbe a nessuno dei due paesi e non avrebbe alcun vantaggio". Lo...
Notizia del:

Ambasciatrice Palestina in Italia: "La povertà del nostro popolo è in buona parte causa dell'occupazione di Israele"

"Auspichiamo che l’Italia, a coronamento del suo inveterato impegno per la realizzazione dei diritti del popolo palestinese all’autodeterminazione, segua l’esempio dello Stato Vaticano e riconosca lo Stato di Palestina come indipendente e sovrano."

  intervista a Mai Alkaila, Ambasciatrice dell'autorità palestinese in Italia a cura...
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa