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'L'imprevedibile' presidente turco potrebbe invadere la Siria per fermare i progressi dei curdi. L'Independent

'L'imprevedibile' presidente turco potrebbe invadere la Siria per fermare i progressi dei curdi. L'Independent
 

L'abbattimento del caccia russo è stato "un agguato ben preparato"

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L'abbattimento di un bombardiere russo da parte della Turchia lo scorso 24 novembre ha dimostrato finoa a che punto può spingersi questo Paese, scrive l'Independent'. In realtà, questa è la prima volta che un paese membro della NATO abbatte un aereo militare russo o sovietico dalla guerra di Corea, ricorda il quotidiano britannico.
 
Mentre la Turchia insiste sul fatto che l'attacco era una risposta alla violazione del suo spazio aereo da parte di aerei russi, che sarebbe durata 17 secondi, questo attacco in realtà aveva tutte le caratteristiche di un "agguato ben preparato", ha detto il giornale.
 
Sembra che i caccia turchi abbiano condotto una missione speciale per distruggere il bombardiere russo, 'nascondendosi' a bassa quota prima dell'attacco. Inoltre, secondo il quotidiano, l'intelligence russa era informata del piano, ma a quanto pare, il presidente russo non ha creduto che la Turchia si sarebbe spinta così oltre.
 
Il vero problema per la Turchia sono i successi dell'esercito curdo, che, con il sostegno di Stati Uniti e Russia, ha fatto seri progressi al confine tra Siria e Turchia, privando lo Stato Islamico di approvvigionamenti provenienti da vari punti di frontiera. La Turchia ha fatto pressione alle Nazioni Unite  per non invitare i curdi al nuovo round di colloqui di pace sulla Siria, Ginevra III.
 
Secondo l'Independent, la guerra in Siria entra nella sua fase decisiva, e forse definirà chi sono i vincitori e i vinti per decenni. Le forze governative sono state in grado di prevalere su più fronti, con il sostegno della Russia, l'Iran e il Libano, mentre i tentativi turchi di spodestare il presidente siriano Bashar al-Assad, negli ultimi cinque anni, sono prossimi al fallimento, mette in evidenza l'articolo
 
Nel frattempo, le Unità di protezione popolare hanno sottratto allo Stato Islamico più della metà del confine tra Siria e Turchia, con il sostegno degli Stati Uniti. L'avanzata dei curdi per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è così "umiliante", che, nonostante le obiezioni di Russia e Stati Uniti, il presidente potrebbe inviare truppe in Siria.  
 
D'altra parte, se la Turchia avesse voluto intervenire nel nord della Siria, avrebbe dovuto farlo prima dell'abbattimento del bombardiere russo che ha portato al rafforzamento delle posizioni militari russe in Siria. Il problema con la Turchia è che, nelle parole di un ex leader curdo, Sheikhmous Omar, le reazioni del presidente Erdogan sono "imprevedibili".
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