di Fabrizio Verde
Un'immagine che vale più di mille parole, e soprattutto più di mille promesse tradite: Javier Milei, il "presidente anarco-capitalista" come viene definito, sorridente e tronfio sale a bordo di un caccia F-16 da combattimento appena acquistato. Un simbolo perfetto, grottesco e crudele, della sua vera filosofia di governo.
Lo stesso uomo che ha affermato "No hay plata!" per giustificare il macello della sanità pubblica, dell'istruzione, degli aiuti alimentari, delle pensioni e di ogni rete di protezione sociale per i più vulnerabili. Lo stesso paladino dell'austerità spietata che parla dell’inevitabilità di "aggiustare" le finanze sulle spalle della gente comune.
Ma improvvisamente, quasi magicamente, i soldi per gli F-16 sí hay. Milioni e milioni di dollari spuntano dal cilindro per comprare giocattoli di guerra nemmeno di ultima generazione, per alimentare il complesso militare-industriale, per posare da macho sulla carlinga di un vecchio caccia usato.
È la quintessenza dell'ipocrisia neoliberista più becera: lo Stato è un parassita quando nutre, cura o istruisce i suoi cittadini. Lo Stato diventa invece sacro e necessario quando si tratta di fare acquisti militari, di mostrare i muscoli, di finanziare gli apparati repressivi. La "libertà" che predica sembra valere solo per il mercato e per le armi, non per il diritto al cibo, alla salute o a una vita dignitosa e una vechciaia dignitosa dopo una vita di sacrifici.
Questo teatrino a Río Cuarto non è una celebrazione della sovranità nazionale. È un insulto all’ intelligenza e alla sofferenza degli argentini che stanno pagando il prezzo umano dei suoi "aggiustamenti", leggi macelleria sociale. Mentre i prezzi volano e i salari affondano, il presidente preferisce volare con la fantasia, a bordo di un caccia F-16 pagato con i soldi che "non c'erano".
È la solita, vecchia ricetta neoliberista: austerità per il popolo, generosità per i generali e per l'industria della guerra. Privatizzare lo Stato sociale, socializzare i costi, e intanto distrarre con fuochi d'artificio tecnologici e retorica pseudo-nazionalista, visto anche che Milei ha di fatto rinunciato al recupero della sovranità argentina sulle isole Malvinas per non disturbare gli anglo-americani e per poter accedere ad armamenti ormai obsoleti come i caccia F-16 acquistati usati dalla Danimarca.
Che la foto del cowboy sul caccia resti come il monumento più chiaro di questo governo: priorità spaventosamente distorte, cinismo elevato a virtù, e un profondo, assordante disprezzo per la vita della gente comune che affonda, mentre lui finge di decollare, di volare alto politicamente parlando, mentre nella realtà si prostra ai peidi di statunitensi, inglesi e israeliani.
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