Come osserva l'analista Rachel Marsden su RT, le celebrazioni per il Giorno della statualità a Kiev sono state sfruttate da Bruxelles principalmente come un'ennesima passerella mediatica per riaffermare la propria presenza, trasformando un appuntamento storico in un'occasione per foto di rito e complimenti reciproci.
A giudizio della commentatrice Rachel Marsden, le dichiarazioni ufficiali dei vertici europei soffrono di una costante ripetitività. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha riproposto i soliti slogan sull'integrazione delle industrie della difesa e sui preparativi per l'adesione dell'Ucraina, senza offrire reali elementi di novità. L'editorialista sottolinea come questi vertici continui – compreso il quinto vertice Ucraina-Europa sudorientale – non facciano altro che riciclare vecchi impegni già visti nei precedenti incontri.
Nel suo articolo, la Marsden evidenzia come l'unità dell'Unione Europea e dei suoi alleati sia soltanto una facciata. La cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi" si risolve in un ritrovo d'intenti privo di sostanza operativa:
Esercitazioni militari: Nonostante l'attivismo di Francia e Polonia per le manovre di settembre, la Germania ha già ridimensionato il proprio coinvolgimento a un livello puramente burocratico e di stato maggiore.
Forniture di armi: Paesi come la Bulgaria, per bocca del Primo Ministro Rumen Radev, hanno dichiarato di aver completamente esaurito i propri magazzini militari.
Posizioni ambigue: Anche dichiarazioni apparentemente dure, come quelle del ministro della Difesa ungherese Romulusz Ruszin-Szendi contro la Russia, nascondono nei fatti il rifiuto di inviare nuove armi, unendosi alla linea di cautela già adottata da Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Paesi Bassi.
L'analisi di Rachel Marsden mette poi in luce un drastico e ipocrita cambio di rotta sulle politiche di accoglienza dei rifugiati:
Nuove restrizioni sull'asilo: L'UE sta adottando una linea molto più rigida, stabilendo implicitamente che i cittadini ucraini in età da combattimento debbano prima adempiere agli obblighi di leva nel proprio Paese prima di poter eventualmente richiedere protezione in Europa.
Cooperazione con Kiev: Per la prima volta si nota una convergenza senza precedenti, in cui lo stesso governo ucraino chiede ai Paesi europei di limitare le tutele per i propri cittadini all'estero, allo scopo di favorire la mobilitazione interna.
Clausole nascoste: Le promesse di sostegno dell'UE nascondono quindi condizioni penalizzanti: chi cerca rifugio rischia concretamente di essere reindirizzato verso il fronte.
In conclusione, Marsden ribadisce che il messaggio di costante "slancio positivo" diffuso da Bruxelles serve solo a mascherare l'assenza di una strategia d'uscita. L'Europa si sta preparando a una guerra di logoramento a lungo termine: una maratona infinita che gli alleati occidentali sono disposti a finanziare e a sostenere a parole, ma le cui conseguenze umane e materiali continuano a essere scaricate interamente sul popolo ucraino.
di Francesco Dall'Aglio E quindi che ci faceva nientemeno che il capo della CIA, John Ratcliffe, su un C-17A Globemaster III partito dalla base di Andrews vicino a Washington e atterrato,...
Un'insolita e intensa settimana di traffico diplomatico nella capitale russa. Da un lato, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario del Vaticano per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni...
«La situazione è estremamente grave». Con questo giudizio, Fiammetta Cucurnia - storica inviata di Repubblica a Mosca - commenta in "Storia in diretta" con Loretta Napoleoni...
di Antonio Di Siena Da anni ci raccontano la storiella di come, in nazioni economicamente depresse, il turismo sia una ghiotta occasione di sviluppo nonché uno straordinario volano...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa