Armi a Israele, la Germania quadruplica gli invii: record da 930 milioni

04 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Nel primo semestre del 2026, la Germania ha approvato esportazioni di armi e forniture militari verso Israele per un valore di quasi 930 milioni di dollari. A rivelarlo è Der Spiegel, che cita i dati del Ministero dell'Economia e dell'Energia diffusi in risposta a un'interrogazione parlamentare del partito d'opposizione Die Linke.

Si tratta di un incremento quadruplo rispetto al totale registrato nell'intero 2025. Un’accelerazione che avviene nonostante le controversie legate alle operazioni militari a Gaza e le precedenti restrizioni: nell'agosto 2025, infatti, il Cancelliere Friedrich Merz aveva temporaneamente sospeso gli invii di armamenti destinati alla Striscia, revocando tuttavia il blocco solo tre mesi dopo.

Tra le forniture di maggior rilevanza strategica figura il sottomarino INS Drakon, realizzato nei cantieri della ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) a Kiel e recentemente salpato verso il porto di Haifa. La nave, dotata di propulsione Aip e predisposta per essere riadattata al trasporto di armi nucleari, si inserisce in una cooperazione navale storica tra i due Paesi. A questo si aggiungono licenze per progetti congiunti di interesse della Bundeswehr e forniture di armi leggere, munizioni, esplosivi e droni.

Le cifre hanno scatenato le immediate proteste della Sinistra tedesca. Lea Reisner, portavoce di Die Linke per le relazioni internazionali, ha accusato il governo Merz di adottare "due pesi e due misure", definendo ipocrita la condanna verbale delle dichiarazioni degli estremisti del governo israeliano a fronte del continuo invio di materiale bellico. Il partito ha quindi rinnovato la richiesta di un blocco immediato e totale dell'export militare verso Tel Aviv.

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