Cisgiordania, l'allarme di B'Tselem: "In atto un progetto per cancellare i palestinesi"

16 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

In un rapporto pubblicato il 15 settembre, l’ONG israeliana per i diritti umani B’Tselem sostiene che Tel Aviv stia portando avanti un vero e proprio "progetto di eliminazione" nella Cisgiordania occupata, coordinato per smantellare in modo sistematico la vita collettiva della popolazione palestinese.

Il documento sintetizza oltre 2.000 testimonianze raccolte tra la popolazione locale a partire dall dall'ottobre 2023. Secondo l'organizzazione, gli episodi di violenza non costituiscono eventi isolati, ma un piano strutturato volta a rendere impossibile la presenza continuativa dei palestinesi nei territori occupati, consolidando al contempo l'influenza dei coloni.

I punti chiave emersi dall'inchiesta:

  • Cooperazione tra Stato e coloni: Il rapporto evidenzia una sinergia sempre più aperta tra le istituzioni statali ufficiali e le milizie dei coloni, un fenomeno intensificatosi sotto la coalizione guidata da Benjamin Netanyahu.

  • Escalation della violenza: Stando ai dati diffusi dall'emittente radiotelevisiva israeliana KAN, gli attacchi e le aggressioni dei coloni registrano un incremento del 63% nella prima metà del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

  • Tattiche belliche ed espropri: L'ONG denuncia l'estensione in Cisgiordania di strategie già impiegate a Gaza, tra cui bombardamenti mirati, demolizioni di massa, sfollamenti forzati nei campi profughi (con decine di migliaia di persone sradicate dall'inizio del 2025) e l'uso di scudi umani.

  • Scontri sul campo: La violenza quotidiana include incendi dolosi, requisizione illegale di terreni e assedi prolungati ai danni dei villaggi palestinesi, come accade nella comunità di Qusra, nei pressi di Nablus.

Dall'inizio dell'escalation nell'ottobre 2023, le vittime registrate nella regione hanno superato la quota di 1.000 persone. La gravità delle azioni dei gruppi estremisti ha suscitato forti reazioni anche all'interno dello scenario politico israeliano: l'ex primo ministro Ehud Olmert è arrivato a definire apertamente le azioni dei coloni radicali come "terrorismo ebraico".

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