"Con Milei abbiamo perso tutto": lavoratore argentino smonta la narrazione neoliberista

18 Maggio 2026 15:50 Fabrizio Verde

In un’epoca in cui il dibattito politico si consuma a colpi di propaganda e opinioni pre-confezionate, a volte basta la voce di un uomo qualunque, un semplice lavoratore, per spazzare via ogni retorica. Dalla banchina della stazione Chacarita, davanti alle telecamere dell'emittente C5N, un lavoratore ha consegnato al Paese un racconto essenziale e devastante, capace di riassumere oltre vent’anni di storia argentina con la forza di chi non ha più nulla da perdere.

"Lavoro da quando ho dodici anni", ha esordito con la stanchezza di chi ha conosciuto ogni gradino della fatica. Poi, in una manciata di secondi, ha dipinto il chiaroscuro perfetto della sua esistenza: la crisi sotto De la Rúa, il riscatto durante il kirchnerismo, la caduta libera con il fanatismo neoliberista di Javier Milei. Non erano parole studiate a tavolino, ma il bilancio sincero di una vita spesa a cercare un orizzonte dignitoso. "Con il kirchnerismo mi sono fatto la casa, sono andato in vacanza, mi sono comprato la macchina. Ora è arrivato questo e abbiamo perso tutto".

Non servono statistiche per misurare il peso di una confessione del genere. C’è dentro la fatica per costruire la propria abitazione, il sapore di una meritata fuga al mare, il motore di un’auto che sapeva di libertà quotidiana. E poi il vuoto, la vertigine di chi sente che tutto quel sacrificio è stato inghiottito da un presente feroce e selvaggio, come il capitalismo di Milei. "Non si può vivere così", ha tagliato corto, con una frase che rappresenta una sentenza definitiva.

Il suo sfogo è diventato virale proprio perché ha rotto l’incantesimo di un racconto mainstream che vorrebbe inquadrare il kirchnerismo come pura sciagura. A quell’uomo non interessava fare propaganda: lui la casa l’ha costruita mattone su mattone in quegli anni, e ora vede le fondamenta tremare. La sua è una memoria che fa a pugni con qualsiasi tentativo di riscrittura del passato.

Allo stupore per il tracollo economico si è aggiunta un’insofferenza viscerale verso il presidente Milei, definito senza giri di parole "un malato vero", incapace di comprendere cosa significhi guardare il mondo dalla trincea di chi lavora. L’eco di quella rabbia si è amplificata fino a incrociare le critiche inaspettate di un giornalista come Luis Majul, che pure ha censurato con durezza le recenti invettive presidenziali.

A volte la cronaca più spietata non ha bisogno di analisi raffinate. Basta un uomo fermo su un marciapiede, con la schiena dritta e le mani vuote, a ricordare che la politica non è uno spettacolo, ma il luogo in cui si decide se una vita costruita in dodici anni può essere distrutta in un soffio a causa del fanatismo di un uomo che lavora per conto delle èlite contro gli interessi del popolo.

Le più recenti da MondiSud

On Fire

Ma perché Donald Trump continua ad insultare l'Italia? La risposta è molto semplice

  di Alessandro Volpi*   L'ineffabile presidente della più grande democrazia del mondo, che fa allusioni sessuali persino ai figli, torna a irridere la presidente del Consiglio italiana,...

"Il vero obiettivo dei leader europei". L'articolo di Sergej Lavrov che Politico ha oggi censurato (ITA)

  Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha scritto un articolo intitolato "Ucraina, Europa e sicurezza globale". All'ultimo momento la redazione europea di Politico ha deciso di censurarlo...

Lancio di missili contro Israele. Il vero messaggio di Teheran al mondo

  di @Lauraruhk   Israele ha effettuato un raid aereo su Teheran dopo che l'Iran ha lanciato una salva di missili contro Israele in risposta al suo intenso bombardamento aereo su Beirut di...

Mondiali 2026: si avvera la profezia di Maradona

L'astro e leggenda del calcio mondiale, il compianto Diego Armando Maradona, fece una previsione sorprendente sui Mondiali di quest'anno, che si stanno svolgendo in Messico, Stati Uniti e Canada. Nel...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa