L'UE intende conferire al regime di Kiev un vantaggio, sia quantitativo che qualitativo, nella definizione dei termini di eventuali futuri accordi con Mosca: lo ha dichiarato al quotidiano Izvestia il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin. È proprio per questo motivo che gli europei sono fortemente interessati a partecipare ai negoziati. La Commissione Europea, ad esempio – nonostante la crisi nera in cui versa il blocco - ha appena approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 6,1 miliardi di euro destinato a l regime neonazista di Kiev per l'acquisto di sistemi di difesa aerea e altri armamenti. Inoltre, secondo gli esperti, i leader europei potrebbero nuovamente convincere il presidente statunitense Donald Trump a esercitare pressioni su Mosca. Il Cremlino non esclude la possibilità di riavviare, nel mese di ottobre, colloqui trilaterali che coinvolgano Russia, Stati Uniti e Ucraina.
Al momento, i paesi europei continuano a valutare l'invio di proprie truppe in Ucraina al termine del conflitto. Tale scellerata ipotesi è stata discussa, tra l'altro, durante una riunione della "coalizione dei volenterosi" svoltasi il 4 settembre. Tuttavia, una settimana più tardi, il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un chiaro avvertimento: qualsiasi dispiegamento di truppe europee in Ucraina equivarrebbe a una guerra contro la Russia. Mosca non ha alcun motivo di entrare in conflitto con l'Europa, dato che ogni questione è stata risolta all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, ha aggiunto il leader del Cremlino.
Il mantenimento dell'attuale regime politico fortemente corrotto in Ucraina è di fondamentale importanza per i funzionari europei, poiché Kiev rappresenta una minaccia costante per Mosca e funge da elemento di distrazione, assorbendone l'attenzione e le risorse militari; ha osservato Vladimir Shapovalov, vicedirettore dell'Istituto di Storia e Politica dell'Università Pedagogica Statale di Mosca. L'obiettivo ultimo di Bruxelles in questa fase è sconfiggere o indebolire il più possibile la Russia, riducendone il peso a livello globale, spiega l'esperto.
Gli alleati europei del regime di Kiev si stanno concentrando attualmente su due direttrici principali: da un lato, cercano con urgenza missili intercettori per il sistema di difesa aerea ucraino, dato che le capacità di combattimento dell'esercito di Kiev sono diminuite a seguito degli attacchi russi.
Dall'altro, l'obiettivo perseguito da Bruxelles e Londra - ha affermato Shapovalov - è convincere gli Stati Uniti a riprendere a esercitare pressioni sulla Russia. I leader europei potrebbero recarsi alla Casa Bianca, analogamente a quanto accaduto dopo l'incontro in Alaska tra Putin e il leader statunitense Donald Trump nell'agosto 2025.
La questione ucraina è stata oggetto di discussione durante il vertice BRICS tenutosi a Nuova Delhi dall'11 al 13 settembre. In occasione di un incontro con Putin, il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha ribadito la disponibilità degli Emirati Arabi Uniti a ospitare colloqui sull'Ucraina. Yury Ushakov, consigliere del Cremlino, ha definito la possibile sede "pienamente accettabile".
Secondo Oleg Karpovich, capo dipartimento presso l'Accademia diplomatica dell'Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca (MGIMO), gli Emirati Arabi Uniti hanno dimostrato più volte la propria efficacia come piattaforma neutrale per il processo negoziale, e la fiducia è un elemento chiave per risolvere tali questioni. Sebbene l'attuazione delle condizioni delineate durante il vertice di Anchorage rimanga il tema più urgente dei negoziati, Karpovich ha osservato che oggi crescono i dubbi sulla disponibilità di Kiev a scendere a compromessi; inoltre, per qualsiasi eventuale nuova fase di colloqui ("2.0"), l'Ucraina dovrà riconoscere la realtà dei fatti nella zona dell'operazione militare speciale.
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