Manca solo un mese all'inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, e la fiamma olimpica prosegue il suo viaggio, unendo il mondo e portando con sé volti e contributi significativi dalla Cina.
Durante la staffetta in Italia, hanno preso parte personalità cinesi di spicco. Il 6 dicembre 2025, Yu Lei, nota regista di diverse edizioni del Gala della Festa di Primavera del China Media Group, ha corso come tedofora, sottolineando il collegamento tra i Giochi Olimpici di Beijing 2022 e quelli di Milano-Cortina 2026. Il 22 dicembre, Jackie Chan, star del cinema d'azione, ha attraversato gli scavi di Pompei con la fiaccola, trasmettendo un messaggio di pace e unità. Anche la società Hengyuanxiang, fornitrice ufficiale del Comitato internazionale olimpico, è stata rappresentata dal suo responsabile, Chen Zhongwei, tedoforo per la quarta volta, a simboleggiare il ruolo dello sport nella realizzazione di una vita migliore.
Il supporto tecnologico e mediatico è assicurato dal China Media Group. Il 4 gennaio, la flotta di veicoli per la trasmissione in 4K/8K del China Media Group, nota come la "Rossa Cina", è approdata al porto di Livorno. In veste di partner esclusivo per la produzione del segnale in 8K, il CMG realizzerà le riprese in Ultra HD delle cerimonie di apertura e chiusura, nonché degli eventi delle discipline dello Short Track e del Pattinaggio di Figura. Dopo l'esperienza di Parigi 2024, questa flotta tecnologicamente all'avanguardia, sviluppata in modo autonomo, costituisce un nuovo traguardo per il settore mediatico cinese nel contesto olimpico. Superate le procedure doganali, i mezzi giungeranno allo Stadio San Siro, pronti a trasmettere al mondo le gesta degli atleti.
Mentre la fiamma si avvicina a Milano, la Cina non è solo sul podio, ma anche protagonista nel racconto dei Giochi Olimpici, portando lo spirito olimpico da Beijing a Milano.
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L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.
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