Daniele Luttazzi - Chi controlla Wikipedia ebraica e cosa ha fatto Trump sulla Palestina

di Daniele Luttazzi - Nonc'èdiche, Fatto Quotidiano


E ora, per la serie “Chi fa da sé fa il monaco ovvero l’abito non fa per tre”, la posta della settimana.

Caro Daniele, della tua cronaca sulla pagina di Wikipedia Usa relativa al documentario di propaganda sionista Screams before silence mi ha colpito che a crearla siano stati due collaboratori della Hebrew Wikipedia (Hewiki). Così ho perlustrato la Hewiki e guarda cosa ho scoperto: una lunga, dettagliata denuncia di alcuni hewikiani risalente al 21 dicembre 2024 (t.ly/eoB9l). Forniscono prove che il controllo di Hewiki “è stato preso da un gruppo di editor per lo più religiosi e nazionalisti, che impediscono agli altri di ottenere permessi più elevati mentre promuovono i propri alleati. Questo gruppo si è fatto strada nella scala dei permessi di hewiki e alcuni dei suoi membri ora sono amministratori. Negli ultimi anni hanno cambiato le regole a loro vantaggio senza consultare la comunità; hanno bloccato e minacciato gli hewikiani oppositori; e hanno applicato selettivamente il codice di condotta, molte volte in base all’identità politica. Queste azioni portano a molti contenuti faziosi e non conformi al Npov, il punto di vista neutrale”. (Filippo M.)

Non mi sorprende. Nel frattempo, su Grokipedia, un negazionista dell’Olocausto è trattato come un martire. È l’andazzo attuale. Jack lo Squartatore? Un ginecologo incompreso.

Trump non c’entra nulla col genocidio a Gaza! (Andrea C.)

Stai minimizzando. Tanto per cominciare, quest’anno l’amministrazione Trump ha notificato al Congresso nuove vendite di bombe e armamenti a Israele per almeno 10 miliardi di dollari (t.ly/HLFv0). E ha continuato ad applicare e, in alcuni casi, accelerare programmi previsti dall’accordo decennale firmato da Obama nel 2016: 38 miliardi di dollari di assistenza militare, poi portato da Biden a 45 miliardi nel 2022 (t.ly/69gfB, t.ly/0FH7a, rb.gy/j4wv0s). Inoltre, Trump ha fatto dichiarazioni pubbliche (come la proposta di prendersi Gaza e di trasferire altrove i palestinesi) che numerosi osservatori e organismi internazionali hanno definito equiparabili a politiche di pulizia etnica (t.ly/sUvhf, t.ly/64dHt). L’Onu e diversi gruppi per i diritti umani hanno espresso allarme (t.ly/z9cVu). Il piano di Trump per Gaza, del resto, assolve di fatto i crimini di Netanyahu e di Israele. Come non bastasse, per ben due volte gli Usa di Trump hanno bloccato con un veto all’Onu la risoluzione che chiedeva un “cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente” a Gaza e un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari. Non devi dimenticare, infine, le sanzioni imposte da Trump al giudice della Corte penale internazionale che ha emesso il mandato d’arresto per Netanyahu; e quelle contro Francesca Albanese. Spetterà ai tribunali (internazionali e nazionali) stabilire la responsabilità penale di Trump (complicità in genocidio, violazione della legge Usa che vieta di fornire aiuti militari a un Paese che impedisce gli aiuti umanitari). La responsabilità morale, invece, riguarda il contributo (consapevole o prevedibile) a causare o facilitare crimini di massa anche in assenza di condanna penale. Una valutazione ponderata deve considerare la conoscenza delle probabili conseguenze, la scelta deliberata di sostenere azioni che si sapeva potessero causare quei crimini, e il rifiuto di misure per prevenirli. Approvare le forniture di bombe e munizioni poi usate in attacchi che continuano a causare vittime civili; fare dichiarazioni pubbliche che legittimano quei crimini; sanzionare chi denuncia quei crimini e vuole punirne i colpevoli; e non sospendere quelle forniture militari; sono tutti atti che rendono significativa la responsabilità morale di Trump nel genocidio a Gaza.

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