Un recente rapporto del Congressional Research Service (il servizio di ricerca del Congresso americano), basato su dati del Pentagono, del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) e di testate specializzate in difesa, ha stimato in almeno 2,6 miliardi di dollari il costo dei velivoli statunitensi persi. Tuttavia, diversi legislatori di Washington avvertono che il bilancio reale potrebbe essere molto più drammatico, sollevando dubbi sulla trasparenza del Pentagono nel conteggiare l'effettivo prezzo pagato nel conflitto con l'Iran.
Il documento elenca una serie impressionante di caccia, droni e aerei di supporto distrutti o danneggiati:
Caccia e bombardieri: 4 F-15E Strike Eagle, 1 F-35A Lightning II e 1 A-10 Thunderbolt II.
Supporto e intelligence: 7 aerei cisterna KC-135 Stratotanker e un prezioso velivolo radar AWACS (Boeing E-3 Sentry).
Droni e forze speciali: 2 MC-130J Commando II, 1 elicottero HH-60W Jolly Green II, ben 24 droni MQ-9 Reaper e 1 MQ-4C Triton.
Durante un'audizione al Senato, il deputato democratico Ed Case ha incalzato il direttore finanziario del Pentagono, Jules Hurst, citando un'inchiesta della rivista specializzata The War Zone. Secondo l'analisi, nei 40 giorni di guerra l'aeronautica USA ha effettuato circa 13.000 sortite, subendo la distruzione di 39 velivoli e il danneggiamento di altri 10. Hurst si è rifiutato di confermare pubblicamente le cifre esatte, promettendo un rapporto scritto e alimentando le polemiche sulla gestione dei costi da parte dell'amministrazione Trump.
Sostituire la flotta perduta sarà un'impresa colossale. Il Congresso evidenzia che per molti velivoli distrutti andrebbero riattivate linee di produzione ormai chiuse da tempo. Ad esempio, la perdita del singolo aereo radar AWACS potrebbe costringere il Pentagono a resuscitare il programma di sostituzione del velivolo E-7 Wedgetail (precedentemente cancellato), con un esborso superiore ai 2,5 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, tra rimpiazzi e nuovi programmi, il conto totale per le casse americane potrebbe superare i 7 miliardi di dollari.
Il conflitto, scattato il 28 febbraio con l'offensiva di Stati Uniti e Israele, ha visto una massiccia risposta missilistica e di droni da parte dell'Iran contro le basi statunitensi e gli obiettivi israeliani in Medio Oriente.
Le autorità di Teheran affermano di aver intercettato e abbattuto un totale di ben 170 tra droni e jet avanzati di fabbricazione statunitense e israeliana, dimostrando l'efficacia dei propri sistemi di difesa aerea. A fare scalpore sono soprattutto le dichiarazioni di un alto ufficiale iraniano in merito all'abbattimento di un caccia invisibile F-35:
"Abbiamo completamente distrutto una tecnologia della Lockheed Martin. Il mito dei caccia stealth è finito per sempre."
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico Da sempre chi scrive è considerato un filorusso. In realtà riconoscere da sempre le evidenti ragioni, politiche, strategiche, militari...
di Pepe Escobar – Strategic Culture [Traduzione a cura di: Nora Hoppe] SHANGHAI – La potenza cinese va avanti come un veicolo elettrico che rompe la velocità. L'atmosfera...
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l'ambizione di ridare...
Il segretario generale della NATO Mark Rutte, ha dichiarato che se la Russia decidesse di usare armi nucleari contro l'Ucraina durante le esercitazioni congiunte con la Bielorussia, subirebbe "conseguenze...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa