Secondo quanto rivelato da un'analisi di Rolling Stone e Responsible Statecraft (RS) sulle ultime dichiarazioni finanziarie, i broker del presidente statunitense Donald Trump hanno acquistato azioni di società legate al settore militare per un valore compreso tra 9,7 e 24,3 milioni di dollari. Il Presidente ha così tratto un diretto vantaggio economico dai massicci aumenti della spesa per la difesa da lui stesso avviati.
Gli investimenti nel settore bellico e tech
Il portafoglio presidenziale include colossi aerospaziali e della difesa le cui tecnologie sono state impiegate nei recenti scenari bellici:
Il business miliardario delle Criptovalute e il caso Emirati Arabi
I documenti mostrano che Trump ha guadagnato oltre 2 miliardi di dollari nel 2025, una cifra senza precedenti per un presidente in carica. Una fetta importante dei profitti deriva dalle piattaforme cripto World Liberty Financial e Binance.
L'emissione di memecoin ha fruttato centinaia di milioni alla presidenza, nonostante il successivo crollo dei token abbia causato forti perdite ai piccoli investitori. In questo contesto emerge un potenziale caso di quid pro quo: lo sceicco emiratino Tahoon bin Zayed Al-Nahyan ha investito 2,5 miliardi di dollari nelle piattaforme legate a Trump; successivamente, il presidente ha approvato la spedizione di avanzati chip per l'intelligenza artificiale verso gli Emirati Arabi Uniti.
L'ombra del conflitto d'interessi e il ruolo dei figli
Anche i figli di Trump sono finiti al centro delle polemiche etiche per i loro legami con la difesa.
Donald Trump Jr. è azionista e consulente di Unusual Machines (componenti per droni) e, insieme al fratello Eric Trump, detiene quote di Powerus e Vulcan Elements, aziende fornitrici del Pentagono. Powerus ha inoltre negoziato la vendita di droni ai Paesi del Golfo per intercettare i missili iraniani.
L'ex responsabile dell'ufficio etico della Casa Bianca, Richard Painter, ha sottolineato la forte pressione geopolitica subita da questi Paesi, spinti ad acquistare dalle aziende dei figli del presidente per assecondarne i desideri politici. Nonostante la portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, abbia negato qualsiasi irregolarità, lo stesso Trump, in un'intervista al New York Times, ha liquidato la questione con pragmatismo:
"Ho scoperto che a nessuno importava."
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