Gaza, raid di Israele senza sosta: oltre 1.100 morti dal piano USA

16 Luglio 2026 09:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Nelle ultime 24 ore, la Striscia di Gaza è stata teatro di una nuova ondata di attacchi aerei israeliani che hanno causato la morte di oltre una dozzina di palestinesi. Il bilancio complessivo sale così a oltre 1.100 vittime dall'annuncio del piano di cessate il fuoco sostenuto dagli Stati Uniti nell'ottobre 2025.

Secondo l'ultimo bollettino del Ministero della Salute di Gaza, rilasciato il 15 luglio, solo nella giornata precedente si erano registrati 14 decessi, a cui si sono aggiunte ulteriori vittime nelle ore successive.

Colpite le zone di Khan Yunis e Deir al-Balah

I bombardamenti hanno toccato diverse aree della Striscia:

    • Khan Yunis: Un attacco nel pomeriggio di mercoledì ha provocato il ferimento di sei persone, una delle quali versa in condizioni gravi.

    • Al-Mawasi: Un civile è rimasto ferito mentre si trovava all'interno di una tenda nell'area che ospita gli sfollati, costantemente nel mirino di droni, artiglieria e incursioni aeree.

    • Deir al-Balah: Un raid aereo ha completamente raso al suolo un edificio residenziale nella parte centrale di Gaza. Tra le vittime accertate figurano Omar Abu Qassem, sua moglie Asma e la loro figlia di sei anni, Habeeba. Il fratellino di quattro anni, Sami, è sopravvissuto ma ha riportato gravi ferite.

"Molte vittime sono ancora intrappolate sotto le macerie o lungo le strade. Le ambulanze e i mezzi della Protezione Civile non riescono a raggiungerle a causa della persistenza dei bombardamenti", ha denunciato il Ministero della Salute locale.

Fonti giornalistiche sul campo, tra cui il corrispondente di Al Mayadeen, riferiscono di almeno 16 morti totali nelle ultime 24 ore, inclusi donne, bambini e agenti di polizia. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha confermato l'uccisione di due leader delle Brigate Qassam (l'ala armata di Hamas) durante un attacco mirato martedì scorso.

Lo scenario politico: la mossa di Hamas e il ruolo degli USA

Parallelamente agli scontri sul campo, si registrano importanti sviluppi sul piano politico. La scorsa settimana, Hamas ha annunciato le dimissioni del Comitato di Emergenza del governo di Gaza, sciogliendo l'amministrazione che guidava la Striscia da quasi vent'anni.

La decisione è stata presentata come un segnale di apertura verso un accordo di tregua, aprendo la strada al trasferimento del potere a un comitato di tecnocrati palestinesi indipendente (formula caldeggiata dagli Stati Uniti), a cui però Israele continua a vietare l'accesso alla Striscia. Per i media israeliani si tratta invece di una mossa puramente "simbolica" e priva di reali effetti pratici.

Sullo sfondo resta l'inefficacia delle iniziative diplomatiche: il cosiddetto "Consiglio per la Pace", lanciato a gennaio dal presidente statunitense Donald Trump per porre fine alle ostilità, non è finora riuscito a frenare l'escalation militare a Gaza, né a contenere le tensioni crescenti nella Cisgiordania occupata e nel Libano meridionale.

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