Groenlandia, Davos e Mosca: Putin tra geopolitica artica e governo interno russo

22 Gennaio 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Mentre la Groenlandia torna al centro delle tensioni internazionali, Vladimir Putin osserva da una posizione apparentemente distaccata ma tutt’altro che neutrale. Il presidente russo ha criticato il modo in cui la Danimarca avrebbe trattato l’isola artica, “con durezza, se non con crudeltà”, pur sottolineando che si tratta di una questione che Mosca non intende interferire direttamente. Il riferimento, tuttavia, è chiaramente legato alle ambizioni degli Stati Uniti.

Donald Trump, intervenendo al Forum di Davos, ha definito la Groenlandia “un pezzo di ghiaccio, freddo e mal posizionato”, ma strategicamente essenziale per la sicurezza globale, chiedendo l’apertura di negoziati immediati per la sua acquisizione.

Putin ha ricordato che Russia e USA hanno già esperienza in simili operazioni, citando la vendita dell’Alaska nel 1867 e stimando per la Groenlandia un valore tra i 200 e i 250 milioni di dollari. Parallelamente, a Mosca, Putin ha aperto il primo incontro di governo del 2026 concentrandosi su questioni interne emerse durante la tradizionale “linea diretta” con i cittadini. Dalla gestione dell’inverno e delle infrastrutture, con un calo del 32% degli incidenti nei servizi comunali, al rafforzamento della sanità e della farmaceutica nazionale, oggi in grado di produrre l’86% dei farmaci essenziali.

Ampio spazio anche alle politiche sociali: sostegno alle famiglie con figli, attenzione alle richieste dei partecipanti all’operazione militare speciale e tutela delle piccole imprese, con l’obiettivo di evitare un aumento eccessivo della pressione fiscale. Il messaggio è chiaro: mentre l’Artico diventa un nuovo fronte geopolitico, il Cremlino rivendica stabilità interna, controllo politico e capacità di risposta alle istanze sociali, presentandosi come attore globale e Stato “in ascolto” dei propri cittadini.


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