Il Pentagono ha siglato nuovi contratti per ricostituire la propria riserva di missili Patriot, THAAD, Tomahawk e altri sistemi d'arma avanzati, fortemente ridottasi durante le recenti operazioni militari contro l'Iran.
In particolare, gli Stati Uniti hanno approvato un accordo da oltre 3 miliardi di dollari con Lockheed Martin e Northrop Grumman per incrementare in modo significativo la produzione di componentistica per gli intercettori Patriot e THAAD. L'intesa mira a rispondere alle crescenti preoccupazioni sullo stato degli arsenali americani, impiegati sia per colpire obiettivi in Iran sia per respingere gli attacchi contro le basi statunitensi nella regione.
Questo accordo — annunciato lunedì dal Dipartimento della Difesa e da Northrop — si aggiunge al maxi-contratto da 58,6 miliardi di dollari firmato la settimana precedente con Lockheed Martin per la fornitura di ulteriori intercettori Patriot.
L'urgenza del provvedimento trova conferma in una recente stima del Center for Strategic and International Studies (CSIS), think tank con sede a Washington: secondo l'analisi, le forze armate statunitensi disporrebbero ormai di meno di 1.000 intercettori Patriot e appena 250 sistemi THAAD, entrambi impiegati su larga scala nello scacchiere mediorientale.
Scorte dimezzate e fondi d'emergenza
Secondo recenti rapporti, gli USA avrebbero impiegato nella guerra contro l'Iran quasi un terzo dei propri missili Patriot e circa la metà dei sistemi THAAD disponibili.
Per far fronte a questa criticità, il Pentagono ha richiesto al Congresso un finanziamento d'emergenza di 67 miliardi di dollari per l'anno fiscale in corso. Di questi, 18,2 miliardi saranno destinati esclusivamente al rimpiazzo degli armamenti ad alta tecnologia, dei quali le forze armate lamentano una preoccupante carenza.
La ripartizione dei fondi prevede:
Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha inoltre confermato che il piano prevede un'accelerazione nell'approvvigionamento di nuovi missili e munizioni a basso costo per diversificare le capacità d'attacco.
I dettagli e i dati numerici sono stati trasmessi formalmente alle commissioni Difesa del Senato e della Camera, confermando le forti apprensioni dei legislatori e dei vertici militari per la tenuta strategica degli arsenali americani.
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