Il presidente russo Vladimir Putin è stato formalmente invitato a partecipare al cosiddetto "Consiglio per la pace" di Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha confermato il 19 gennaio il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
"Il Presidente Putin ha effettivamente ricevuto un'offerta attraverso i canali diplomatici per entrare a far parte di questo Consiglio per la Pace. Stiamo attualmente studiando tutti i dettagli di questa proposta", ha dichiarato Peskov all'agenzia di stampa russa TASS, aggiungendo: "Speriamo di contattare la parte statunitense per chiarire tutti i dettagli", ha aggiunto.
Sebbene pubblicamente presentato come un meccanismo incentrato su Gaza e legato al cessate il fuoco con Hamas, il "Board of Peace" di Trump sembra destinato a evolversi in un organismo più ampio e a lungo termine con un mandato globale.
Le bozze di statuto distribuite agli stati invitati descrivono ambizioni che vanno ben oltre Gaza, promuovendo quello che Trump ha definito un "nuovo approccio audace" per risolvere le controversie internazionali.
I documenti delineano un'organizzazione incaricata della ristrutturazione della governance, del finanziamento della ricostruzione e della gestione dei conflitti in tutto il mondo, insieme a disposizioni che consentono agli Stati di garantirsi l'adesione permanente attraverso ingenti contributi finanziari.
I funzionari statunitensi hanno affermato che il consiglio si concentrerà inizialmente su Gaza e non intende sostituire l'ONU, mentre il suo mandato dichiarato, la sua struttura interna e l'assenza di qualsiasi ruolo palestinese hanno già suscitato critiche regionali e preoccupazioni diplomatiche.
"Si tratta di una 'ONU Trump' che ignora i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite", ha dichiarato all'agenzia di stampa un diplomatico a conoscenza della lettera.
Trump ha invitato circa 60 Paesi a partecipare al consiglio, contattando direttamente decine di leader nazionali.
Diversi paesi hanno già confermato la loro partecipazione come membri fondatori, tra cui Ungheria, Vietnam, Argentina, Albania, Kazakistan, Canada, Paraguay e Bielorussia, mentre altri governi non hanno ancora risposto o hanno rifiutato.
Secondo i funzionari statunitensi, l'organismo dovrebbe iniziare a lavorare durante la seconda fase del piano di pace, annunciato la scorsa settimana da Washington.
__________________________________________________
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.
La politica aggressiva degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran non ha una sola spiegazione, ma nasce dall’intreccio di fattori geopolitici, strategici ed economici. Lo ha affermato il ministro...
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico Donald Trump pur non disvelando il problema e la sua entità non ha mai nascosto che l'elemento cruciale della propria azione politica è...
di Clara Statello per l'AntiDiplomatico „Le antenne cadranno giù“. I NO MUOS cantavano questo slogan, negli anni delle lotte contro la militarizzazione dei territori, subendo feroci...
di Sara Reginella Dopo la normalizzazione della guerra e del genocidio, parte della stampa italiana è ora alle prese con la normalizzazione della pedofilia. E dunque, leggo che Jeffrey Epstein...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa