Il Messico prepara la battaglia contro i bot e le ingerenze elettorali

08 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha lanciato un allarme in vista delle prossime elezioni: l’uso dei bot e delle campagne coordinate sui social dovrà essere sottoposto a regole più stringenti per evitare possibili ingerenze straniere nel processo elettorale. A dieci mesi dal voto che rinnoverà i 500 seggi della Camera dei Deputati e 17 governatorati, Sheinbaum ha indicato nell’Istituto Nazionale Elettorale (INE) l’organismo chiamato a stabilire limiti e regole per la propaganda digitale. La presidente ha ricordato che il suo governo aveva cercato di inserire queste disposizioni nella legge elettorale, senza però riuscirci.

Secondo Sheinbaum, spetta quindi ora all’INE intervenire per impedire che le piattaforme digitali diventino strumenti di manipolazione del voto. Il timore riguarda soprattutto campagne di disinformazione e operazioni coordinate attraverso bot e sistemi automatizzati, capaci di amplificare artificialmente determinati messaggi e orientare il dibattito pubblico. Sheinbaum ha citato anche il caso della Colombia e le denunce dell’ex presidente Gustavo Petro sulle anomalie e manipolazioni legate alle ultime elezioni, pur sottolineando una differenza fondamentale: in Colombia il conteggio dei voti è affidato a un’impresa privata, mentre in Messico sono gli stessi cittadini a svolgere il ruolo di rappresentanti ai seggi.

L’attenzione della presidente si è poi concentrata sulle reti politiche e mediatiche che, a suo giudizio, utilizzano ingenti risorse economiche per influenzare le campagne elettorali in America Latina. Tra i casi citati figura quello della rete collegata a La Derecha Diario e al consulente argentino Fernando Cerimedo, già vicino a diversi esponenti della destra latinoamericana.

Per Sheinbaum, il problema non riguarda soltanto la propaganda, ma l’esistenza di strutture transnazionali capaci di mobilitare grandi quantità di denaro sulle piattaforme digitali durante le campagne. La risposta del governo, ha sostenuto, deve quindi essere duplice: denunciare queste reti e rafforzare un’informazione diretta ai cittadini.



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