Il popolo di Gaza: “Siamo in possesso solamente della metà delle terre e siamo solamente nella prima fase”

31 Ottobre 2025 13:00 Michelangelo Severgnini

E’ disponibile la decima puntata di Radio Gaza, pubblicata sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico.

Guarda la puntata 10:

https://www.youtube.com/watch?v=8u3hHzEFL2w

Radio Gaza è un programma a cura di Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue.

La campagna “Apocalisse Gaza” arriva oggi al suo 133° giorno. Ha fin qui raccolto 110.674 euro da 1.451 donazioni, di cui 110.105 già inviati a Gaza.

Per donazioni: https://paypal.me/apocalissegaza

Proponiamo di seguito i testi della decima puntata.

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Radio Gaza - cronache dalla Resistenza

Un programma di Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue

In contatto diretto con il popolo di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo…

Puntata numero 10 del 30 ottobre 2025

La decima puntata di Radio Gaza giunge a ridosso di giornate che avremmo preferito non raccontare, per quanto lo scenario attuale non sia mai stato da escludere. Sì, ma qual è lo scenario attuale?

Lo abbiamo chiesto ad alcune delle voci fin qui ospiti a Radio Gaza e, come sempre, ascolteremo risposte diverse, visioni differenti, prospettive parallele.

Tuttavia vi sono almeno 2 storie da raccontare: quella sul campo a Gaza e quella nei palazzi a Tel Aviv.

Noi siamo qui per raccontare la prima. Tuttavia ci permettiamo un rapido sguardo anche sulla seconda, a partire dalle fonti di agenzia a disposizione.

Nella scorsa puntata avevamo previsto delle “scaramucce”. E queste scaramucce le aveva previste persino JD Vance, vicepresidente americano, che in quei giorni si trovava in Israele proprio per scongiurare che Israele causasse la fine della tregua.

In quei giorni Vance aveva persino definito “molto stupida” la mossa della Knesset di votare a favore dell’annessione della Cisgiordania. Mossa peraltro minimizzata da Netanyahu che considera questo voto non vincolante.

Tuttavia il clima tra le stanze del governo israeliano in quei giorni è stato da commissariamento coatto.

Barak David, giornalista israeliano di Channel 12 Report, ha riferito di un suo colloquio privato con un alto ufficiale americano presente a Tel Aviv in quei giorni. La frase riportata dice: “Lo fotterà se metterà a repentaglio il cessate il fuoco a Gaza”, riferito a Trump nei confronti di Netanyahu. Tornando alle “scaramucce”, così le ha infatti definite JD Vance, nel frattempo rientrato negli Stati Uniti, ci permettiamo di correggere la terminologia: oltre 100 morti non sono una “scaramuccia”, sono una “rappresaglia”.

E non a caso, nella scorsa puntata, avevamo utilizzato proprio questi due termini (scaramuccia e rappresaglia) come lo spettro del tipo di azioni che Israele avrebbe commesso.

Vance l’ha definita “scaramuccia”, ma il suo minimizzare non è per fare un torto ai Palestinesi, quanto per non dover ammettere che il suo recente passaggio in Israele non sia servito a molto. Non appena ripartito, gli Israeliani hanno ricominciato a fare quello che vogliono.

Lo scenario è dunque questo: o salta Netanyahu o salta il piano di Trump, o magari entrambi, oppure la tregua è destinata a reggere.

“Il cessate il fuoco sta reggendo. Ciò non significa che non ci saranno piccoli scontri qua e là”, ha affermato Vance durante una visita al Campidoglio. “Sappiamo che Hamas o qualcun altro all'interno di Gaza ha attaccato un soldato dell'IDF”, ha aggiunto. “O qualcun altro”? Ohibò.

Forse Vance conosce cose che noi comuni mortali non sappiamo?

Per il momento sappiamo che il soldato dell’IDF ucciso, usato poi a pretesto per la vasta operazione di bombardamenti sulla Striscia, è stato colpito da un cecchino.

Chi abbia sparato non si sa. Hamas smentisce.

Netanyahu ha deciso di mettere a dura prova la pazienza americana.

<<Che la pace sia su di te amico mio Rabi, come sta Michelangelo? Spero che stiate bene. Noi figli di Gaza attendevamo la tregua per riprendere fiato, dopo mesi di bombardamenti e distruzione, ma siamo rimasti colpiti da un fatto inaspettato: la tregua c'è stata ma il suono degli aerei non si sono fermati e i bombardamenti non si sono fermati in molte zone. Le case non sono state ricostruite, i feriti sono senza cure e gli sfollati vivono ancora nelle tende. Faccio appello alla comunità internazionale affinché protegga la tregua e obblighi l'Occupazione (israeliana) a rispettarla. E che non venga utilizzata per coprire arresti, bombardamenti sporadici o per impedire l'ingresso degli aiuti. La tregua non sono mere parole scritte in un foglio, ma vita che attende di essere salvata. Gaza ha bisogno di sicurezza e di un’opportunità per guarire e ricostruire, e non di tregue che vengono violate nell’ombra.

Il cessate il fuoco è stato violato e Gaza sanguina di nuovo e il suono dei bombardamenti torna a squarciare la notte. Mio Signore, quante volte dobbiamo morire? I nostri bambini - affinché il Mondo ci creda - sono esseri umani. Per quanto tempo dobbiamo raccoglierne i resti tra le macerie? Le case sono state distrutte, i sogni bruciati e le lacrime non si sono asciugate. Ogni angolo di Gaza custodisce un dolore. Custodisce l'urlo di una madre alla ricerca del proprio figlio, un bambino che chiama sua madre, senza che nessuno risponda. O Mondo, loro non sono numeri, bensì anime, vite che riempivano il mondo e che oggi sono in silenzio sotto le macerie.

A tutti I cuori adesso in ascolto: oggi le vostre donazioni non sono un mero aiuto, bensì vita per chi è ancora vivo tra le ceneri. Il cibo, le medicine, le coperte, sono sicurezza per il bambino in attesa di misericordia. Non lasciateci soli, siate con noi, siate luce in questa lunga oscurità. Gaza continua a sanguinare, e noi continuiamo a credere che in questo mondo ci sono ancora cuori pieni di misericordia>>.

La campagna “Apocalisse Gaza” arriva oggi al suo 133° giorno. Ha fin qui raccolto 110.674 euro da 1.451 donazioni, di cui 110.105 già inviati a Gaza.

Questa settimana ringraziamo le donazioni pervenute da GasAImo, gruppo di acquisto solidale e dall’Associazione Sandalia insieme e “Mulinu - La Macina di Sardegna”, evento di cui vi avevamo parlato la scorsa settimana.

Al momento rimane più di una dozzina di corpi di ostaggi da qualche parte nella Striscia di Gaza. Mentre Hamas ha consegnato i corpi a Israele man mano che venivano recuperati, Tel Aviv sostiene che il movimento ne conosce l'ubicazione e li trattiene deliberatamente.

Per raggiungere i corpi sepolti sotto le macerie sono necessarie squadre di ricerca e soccorso e macchinari pesanti, ma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rifiutato di consentire ad Hamas di acquisire tali attrezzature.

Come raccontato nella scorsa puntata, la Turchia e altri Paesi avevano offerto assistenza e squadre specializzate per il recupero dei corpi.

Qui, la sfida è a chi fa più il furbo.

La partita in gioco è il controllo effettivo del territorio della Striscia in futuro.

Che siano squadre speciali o forze ONU di interposizione, un certo gruppo di Paesi vuole entrare a Gaza, con gli stivali sul terreno.

Israele fiuta il tranello e fa scattare la provocazione, la rappresaglia. Funziona per prendere tempo. Ma l’ipotesi di spezzare la tregua questa volta, non porta alcuna garanzia a Netanyahu.

Nel frattempo, questo è il racconto dal campo.

<<Buongiorno, amico mio. E’ vero, dalle otto di sera di ieri, sono ripresi i bombardamenti a Gaza Città, in tutta la Striscia di Gaza. I bombardamenti hanno causato più di cento morti, mezz'ora fa sono state distrutte due case, nei dintorni di casa mia, nel campo di Al Shaty ed io adesso dovrò andare nel campo di Al Shaty per valutare l'entità dei danni subiti da casa mia. Casa mia appartiene alla famiglia di Al Ghishawi, la loro casa è stata bombardata con altre cinque case nei dintorni. Un’altra casa nei pressi nel mercato è stata distrutta. Molte case sono state distrutte. In questa fase Israele sta distruggendo molte case. E’ stata distrutta la casa della famiglia Salem, causando 20 morti. Ieri, verso le 10 di sera, mentre la gente dormiva, sono stati martirizzati tutti gli abitanti di questa casa: bambini, uomini, vecchi, donne. Sono stati tutti martirizzati mentre dormivano, sono stati bombardati senza preavviso. Un’altra casa è stata distrutta in via Al Nasr, a Gaza città. Altre case sono state distrutte a Khan Younis. Mentre due auto sono state bombardate, una ad Insiraf e l'altra a Dar El Balah, da ieri sera tutta questa situazione ha causato più di 100 martiri. Ci auguriamo che i nostri cari stiano bene, e mi auguro che tu e il nostro amico stiate bene. Che la pace sia su di voi>>.

Non solo la tregua è messa a dura prova in queste ore, ma sul campo benefici concreti per la popolazione, dall’inizio della tregua ad oggi, non se ne sono visti.

La situazione umanitaria è lungi dall’essere risolta.

Questa donna a Gaza ci fa un quadro della situazione, con un racconto spicciolo quanto esauriente.

<<Che la pace sia su di te, fratello Rabi. Come sta il nostro amico Michelangelo? La situazione a Gaza, come te lo posso spiegare: ieri è stato bombardata un'automobile che procedeva nel campo di ‘'Sirat'', ed io vivo in questo accampamento, che si trova nella parte centrale (della Striscia). Ad oggi la situazione a Gaza è instabile. Possiamo dire che siamo in possesso solamente della metà delle terre di Gaza, l'altra metà è sotto il controllo dell’Occupazione. Siamo solamente nella prima fase e la situazione è molto difficile, non possiamo spostarci in altre zone. I bombardamenti e le esplosioni continuano nelle zone orientali (della Striscia). Abbiamo saputo che ci vorranno 30 anni per bonificare Gaza dagli ordigni inesplosi, ma chi potrà vivere altri 30 anni? La situazione a Gaza è difficile, la gente è ritornata nel nord e non c'è acqua, non hanno più nemmeno le case. La gente che tenta di ritornare a Gaza Città in seguito ritorna nella parte centrale (della Striscia). Non ci sono pozzi, non ci sono le basi essenziali per la vita. Inoltre abbiamo sentito che i camion che entrano vengono derubati. Basta guardare i notiziari, ad oggi non ci arriva nulla degli aiuti, non so cosa ne fanno. Ognuno è responsabile delle sue azioni di fronte a Dio e ad oggi i beni sono molto cari. E’ pur vero che (i prezzi di) alcuni beni sono diminuiti, ma tutto il resto rimane molto caro. Un pollo oggi costa più o meno 50 dollari. Chi può permetterselo? Questo se il prezzo non aumenta. Un chilo di carne di vitello costa 150 Shekel. Forse anche più di 50 dollari. 60, 70, 80 dollari. Ad oggi la situazione a Gaza è molto difficile. Molto molto difficile. A Gaza c'è gente che non ha nemmeno di che mangiare, Non ha acqua, non ha né vestiti né coperte. Per non parlare delle malattie, i medicinali necessari non si trovano. Che Dio risolva questa situazione e speriamo che le prossime fasi si concludano bene e che si concluda questa guerra. C'è gente che attende l'apertura dei valichi per andarsene via da Gaza. Non c'è più vita, scuole, ospedali, non c'è più istruzione, non c'è più sanità, non c'è più nulla. Che Dio ci aiuti e mi auguro che chiunque ascolti le nostre voci continui a sostenerci. Che sostengano te e Michelangelo per continuare a sostenerci. La nostra situazione è molto difficile, le vostre donazioni ci aiutano a vivere. A Gaza non c'è lavoro per la gente. Non ci sarà più lavoro per le gente negli anni avvenire. La nostra situazione è molto difficile. Che Dio vi ricompensi per ciò che fate per noi>>.

Della banda di Yasser Abu Shabab, tornato alla ribalta in questi giorni, ce ne eravamo occupati alcuni mesi fa, nell’episodio “Una giornata a Gaza”, parte del “film in progress”.

Singolare come nei primi giorni seguiti all’accordo di Sharm El-Sheikh, si sia posto l’accento sui regolamenti di conti tra Hamas e queste milizie collaborazioniste all’interno della Striscia, mentre ultimamente si sottolinea come queste bande stiano per prendere il sopravvento addirittura su Hamas.

Anche questo sarà in futuro un fronte decisivo, un conflitto strisciante combattuto a cavallo dei confini interni alla Striscia che al momento tolgono fino al 50% del territorio all’utilizzo civile.

E’ in questo spazio che le milizie si organizzano.

Ma non hanno avuto la meglio quando l’IDF era sul campo, non la possono avere adesso. Possono solo infliggere qualche ulteriore patimento alla propria gente in cambio di qualche promessa sui conti all’estero.

<<Che la pace sia su di te, amico mio Rabi. Tutto ciò che sappiamo di Hamas e dei vari clan è che in questo momento ci sono delle milizie armate che sono contro Hamas, o che dichiarano di esserlo. E che secondo diverse fonti hanno ricevuto sostegno da Israele. Ad esempio, Netanyahu ha dichiarato che Israele ha creato le milizie in opposizione ad Hamas. Questi gruppi operano nel “vuoto di sicurezza”, nelle zone poco controllate, oppure sotto la supervisione di Israele e il suo parziale controllo, e di certo non (operano) sotto il controllo di Hamas>>.

Secondo il Palestinian Information Center, dal 7 ottobre a oggi sulla Striscia sarebbero state sganciate 200mila tonnellate di tritolo, pari a 13 volte la potenza della bomba di Hiroshima.

Il dato è orrorifico.

L’altro dato però riportato è che 70mila tonnellate di queste 200mila, non sarebbero esplose. Questo non solo, come abbiamo sentito, rappresenta una sfida immane nel recupero di questi esplosivi che condannerà forse per decenni gli abitanti della Striscia ad impegnarsi nella bonifica. Ma giustamente qualcuno si è chiesto: in quali mani finiranno?

Pare che gli ingegneri di Hamas siano all’opera da tempo. Va bene la bonifica, ma se nel frattempo il tritolo può persino essere stoccato nei tunnel per eventuale riutilizzo, per Hamas sarebbe un regalo inaspettato.

Insomma, per questo e altri motivi, le macerie di Gaza fanno gola a molti.

E proprio dinanzi a queste macerie, con la fiducia che non farete mancare il vostro sostegno alla campagna, vi giungano questi saluti dalla Striscia di Gaza.

<<Che la pace sia su di voi, vorrei ringraziare il fratello Rabi e il fratello Michelangelo per i loro sforzi profusi dal mese di Giugno al mese di Ottobre inviandoci denaro attraverso l'applicazione Paypal. Li ringrazio e che Dio vi benedica.

Che la pace sia su di voi, vorrei ringraziare il fratello Rabi e il fratello Michelangelo per gli sforzi profusi dal mese di Giugno al mese di Ottobre inviandoci denaro attraverso Paypal. Li ringrazio e che Dio vi Benedica>>.

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