di Francesco Santoianni
Salti mortali nella redazione del TG di LA7 (direttore Enrico Mentana) nel tentativo di conciliare una presunta “deontologia professionale” con l’evidenza dei crimini del sionismo. Ci riferiamo all’articolo intitolato “Caso L'Espresso, la foto in copertina è un falso dell'IA? La verità dietro lo scatto che divide il web”.
Articolo che, verosimilmente, considerando che quasi tutti leggono solo i titoli prima di condividere sui social, trincerandosi prima dietro il fallace responso da parte di un chatbot di intelligenza artificiale, poi dietro le proteste dell’ambasciatore di Israele (che condanna “l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso” e che “distorce la complessa realtà”) poi dietro le fallaci analisi di debunker israeliani (“…gli indizi a sostegno della falsità della foto sarebbero diversi..”) alla fine (anche perché lo stavano già facendo numerosi media mainstream) con un soporifero predicozzo (“Il caso riapre il tema della responsabilità dei media nell’utilizzo delle immagini, soprattutto in contesti di conflitto. In scenari altamente polarizzati, ogni fotografia può trasformarsi in un elemento di propaganda o disinformazione, contribuendo a orientare il dibattito globale” è costretto a riportare che la foto del “religioso” soldato israeliano (che, con un abominevole ghigno, fotografa una palestinese costretta a subire le sue angherie) come già ribadito dal suo autore, è assolutamente vera.
Ma state pur certi che, se provate a condividere quella foto insieme a qualche vostro commento sui social sarete messi in shadowban.
Del resto, bisogna fare pur qualcosa per combattere l’antisemitismo.
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