La vittoria dell’AfD e il paradosso Weidel: antisistema a parole, neoliberista nei fatti

09 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

La vittoria di Alternativa per la Germania (AfD) in Sassonia-Anhalt segna un passaggio decisivo nella politica tedesca. Ma dietro l’avanzata dell’AfD c’è anche la trasformazione del suo volto più riconoscibile: Alice Weidel. Il suo profilo combina infatti destra radicale, conservatorismo sociale e una marcata impostazione liberista sul piano economico. Una formazione che affonda le proprie radici negli studi di economia, nell’esperienza nella finanza internazionale e nei rapporti con grandi istituzioni del capitalismo globale. Weidel ha studiato economia e amministrazione aziendale all’Università di Bayreuth, ha lavorato per Goldman Sachs e ha avuto esperienze nel settore finanziario. È un elemento importante per comprendere la particolarità della sua figura politica: Weidel non rappresenta semplicemente una destra nazionalista, ma un tentativo di saldare le istanze identitarie della nuova destra europea con una visione economica fortemente favorevole al mercato. Quando entrò nell’AfD nel 2013, il partito era ancora soprattutto una formazione euroscettica concentrata sulla crisi dell’euro.

Negli anni successivi la sua agenda si è spostata verso l’immigrazione, il rifiuto di parte delle politiche climatiche ed energetiche, la critica all’intervento tedesco nel conflitto ucraino e una maggiore apertura verso le relazioni economiche con la Russia. Weidel ha accompagnato questa evoluzione, cercando contemporaneamente di mantenere per sé un’immagine più moderata e istituzionale. È proprio questa combinazione a distinguere il suo profilo: radicale sui temi dell’identità e dell’immigrazione, ma inserita in una cultura economica liberista e nelle reti internazionali dell’establishment finanziario. La sua leadership è inoltre caratterizzata da una notevole flessibilità politica. In passato ha tentato di contenere le correnti più radicali dell’AfD, ma ha successivamente trovato un equilibrio con figure come Björn Höcke per mantenere unita una formazione profondamente frammentata.

Anche i rapporti internazionali confermano la natura particolare del personaggio: Weidel ha ricevuto l’appoggio pubblico di Elon Musk, ha incontrato J.D. Vance e ha costruito un rapporto politico con Viktor Orbán. Il confronto con Musk su X ha inoltre raggiunto oltre 200.000 ascoltatori simultanei. L’elemento forse più significativo è quindi la capacità di Weidel di presentare una destra radicale con un volto economicamente liberista, internazionale e istituzionale. Ed è proprio questa particolarità a mettere in discussione molte delle ricostruzioni del mainstream che descrivono l’AfD semplicemente come un partito “antisistema”.

Il percorso di Weidel racconta infatti qualcosa di molto più complesso: una formazione che contesta l’establishment politico su immigrazione, guerra e identità nazionale, ma che può essere guidata da una figura proveniente dagli ambienti della finanza internazionale e perfettamente inserita in circuiti economici e politici globali. Più che una netta contrapposizione al sistema, emerge dunque una destra che punta a conquistare il potere facendo leva su una combinazione di nazionalismo politico e liberismo economico.



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