Una notizia che sta facendo tremare i vertici geopolitici tradizionali è arrivata con il rombo di un treno merci. Il primo convoglio della nuova ferrovia commerciale tra Cina e Iran ha completato il suo viaggio da Xi’an al terminal secco di Aprin, vicino Teheran, segnando una svolta epocale nella cooperazione economica e infrastrutturale tra i due paesi. Questo collegamento non è solo un’opzione logistica più rapida e sicura rispetto alla navigazione marittima, ma rappresenta anche una pietra miliare nella costruzione di un asse strategico che sfida l’ordine globale unipolare in disfacimento dominato dagli Stati Uniti.
Il progetto, ufficialmente lanciato il 21 luglio 2024, permette ai treni merci di trasportare beni da Shanghai a Teheran in soli 15 giorni, dimezzando i tempi delle rotte marittime tradizionali (che richiedono circa 30-40 giorni). La tratta si sviluppa attraverso una rete transcontinentale che coinvolge Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan e, in futuro, potrebbe estendersi fino all’Europa attraverso la Turchia e l’Unione Europea.
Il terminale secco di Aprin, nei pressi di Teheran, gioca un ruolo chiave in questa operazione. Si tratta di un dry port, ovvero un hub logistico intermodale situato nell’entroterra ma dotato di tutte le infrastrutture tipiche di un porto marittimo – come dogane, magazzini, piazzali e connessioni ferroviarie – che consente di sdoganare, stoccare e smistare le merci direttamente nell’entroterra, riducendo i costi e la dipendenza dai colli di bottiglia marittimi controllati dagli USA, come lo Stretto di Malacca: il CEO dell’impianto ha spiegato che sarà un punto nevralgico per ridurre i costi di trasporto. Inoltre, il capo delle Ferrovie della Repubblica Islamica dell'Iran (RAI), Miad Salehi, ha evidenziato che la ferrovia garantisce maggiore sicurezza e competitività tariffaria rispetto alle rotte marittime.
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