Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, si è congratulato con la sua omologa della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Choe Son-hui, in occasione della Giornata della Liberazione, la festa nazionale del paese, tramite un telegramma.
«Oggi, Mosca e Pyongyang agiscono come un fronte unico a favore della creazione di un nuovo ordine mondiale giusto, basato sui principi della multipolarità, della reale uguaglianza e del rispetto degli interessi nazionali», ha scritto il capo della diplomazia russa.
Lavrov ha sottolineato l'intenzione di entrambe le parti di continuare ad avanzare «con determinazione» lungo la linea tracciata dal presidente russo Vladimir Putin e dal leader nordcoreano Kim Jong-un, al fine di approfondire in modo globale la cooperazione tra Mosca e Pyongyang, a beneficio di entrambi i popoli e a garanzia della sicurezza regionale e internazionale.
Le dichiarazioni giungono in un momento di crescente riavvicinamento tra Russia e Corea del Nord, che negli ultimi anni hanno intensificato i loro legami politici, economici e militari, sfidando le sanzioni internazionali e l'isolamento diplomatico imposto dalla comunità internazionale. Mosca ha ripetutamente difeso Pyongyang sul palcoscenico internazionale, criticando le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud e sostenendo le richieste nordcoreane di garanzie di sicurezza.
Il contesto geopolitico
La cooperazione tra Russia e Corea del Nord si inserisce in un più ampio sforzo di Mosca per costruire un ordine mondiale multipolare in contrapposizione a quello che definisce il «dominio occidentale». La partnership con Pyongyang rappresenta un elemento chiave di questa strategia, insieme ai legami con Cina, Iran e altri paesi che condividono una visione critica dell'attuale architettura internazionale.
Le dichiarazioni di Lavrov ribadiscono la volontà di Mosca di consolidare un asse strategico con Pyongyang, in un contesto di crescenti tensioni globali e di ridefinizione degli equilibri di potere a livello internazionale.
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