Le due Italie: chi perde (e chi vince) dai dazi di Trump

di Francesco Erspamer*

Chi perderà miliardi per via dei dazi di Trump? l'Italia? Quale Italia?

Ormai ci sono due Italie: l'Italia di chi vuole essere italiano, e dunque vivere in Italia, parlare italiano, mangiare italiano, apprezzare i costumi italiani, i valori italiani, le bellezze italiane, le città italiane perché diverse da quelle statunitensi, cinesi o danesi: un'Italia timida, insicura di sé.

E c'è l'Italia emergente di chi vorrebbe essere altrove per adagiarsi totalmente nel consumismo compulsivo (guadagnare più soldi per spendere di più), che senza la BMW non pensa si possa andare in giro, che preferisce Starbucks e McDonald's al bar e trattoria di quartiere, che le vacanze le fa rigorosamente all'estero, che il proprio appartamento nel centro storico lo affitta su Airbnb per andarsene a stare in una villetta monofamiliare con piscina come nei sobborghi di Los Angeles, che infarcisce ogni frase con gli anglicismi d'ordinanza, che disprezza le tradizioni italiane, la cultura italiana, il pensiero italiano.

Mica sono pochi i patrioti dell'americanizzazione planetaria e si sentono dei vincenti: tutti i piddini, tutti i meloniani. Loro ci perderebbero in un'eventuale guerra dei dazi (ammesso che ci sarà: dubito molto, almeno nel breve e medio termine). Gli altri ci guadagnerebbero.

Gli Stati Uniti agli statunitensi, l'Italia agli italiani, due modi diversi di comportarsi, due opposte concezioni della società. I dazi potrebbero aiutare l'Italia a restare sé stessa: meno prodotti americani e stranieri in Italia, meno prodotti italiani negli Stati Uniti e altrove. O volete continuare a nascondervi dietro la scusa che questa frettolosa globalizzazione è un destino manifesto?

*Post Facebook del 14 luglio 2025

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