L'Iran si affida alla Cina: ecco il piano strategico di Teheran per aggirare il blocco navale USA

04 Giugno 2026 09:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'Iran accelera sulla svolta verso Oriente: il 3 giugno, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e rappresentante speciale per gli affari cinesi, ha presieduto il primo vertice congiunto con i vertici economici del Paese. L'obiettivo strategico è chiaro: allineare la politica economica di Teheran alle direttive di Pechino.

Alla cruciale sessione di Teheran hanno preso parte i ministri dell'Economia, del Petrolio e dell'Industria, affiancati dal governatore della Banca Centrale e dal capo dell'Organizzazione per la pianificazione e il bilancio. L'assemblea si è focalizzata sulla definizione di una linea governativa compatta e unitaria, finalizzata a blindare le relazioni bilaterali e a coordinare le priorità economiche dell'esecutivo. Durante il confronto, i funzionari hanno analizzato nel dettaglio la condotta economica della Cina nello scenario del conflitto israelo-americano contro l'Iran, aggravato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz alle navi statunitensi e israeliane. Al termine dei lavori, i partecipanti hanno concordato di presentare a Ghalibaf proposte formali per superare i nodi ancora irrisolti e consolidare la cooperazione.

Questo sforzo di coordinamento si inserisce in una più ampia strategia diplomatica volta a consacrare definitivamente la Cina come "principale partner strategico" dell'Iran, estendendo la collaborazione anche ai dossier regionali e internazionali.

La gestione dello Stretto di Hormuz e il boom dell'export ferroviario

A riprova di questo asse sempre più stretto, a metà maggio circa 30 imbarcazioni collegate alla Cina hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in un solo giorno, sotto la diretta supervisione della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). I transiti avvengono nel rispetto di un rigido "protocollo di gestione" istituito a febbraio, dopo che l'Iran ha sbarrato il passaggio alle navi statunitensi e israeliane. Nonostante lo stretto rimanga di fatto interdetto a queste ultime, il transito è concesso ai mercantili che si adeguano alle procedure della marina iraniana e utilizzano i corridoi marittimi prestabiliti.

Parallelamente, per rispondere al blocco totale imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani ad aprile — misura denunciata come illegale da Teheran —, l'Iran ha triplicato le sue esportazioni ferroviarie di petrolio e gas di petrolio liquefatto (GPL) verso la Cina, in un tentativo sistematico di aggirare la morsa economica occidentale.

I treni merci che viaggiano lungo il corridoio ferroviario di 10.400 chilometri partono ormai con una frequenza di tre o quattro giorni, un netto incremento rispetto alla precedente cadenza settimanale. Questa rotta terrestre permette inoltre di dimezzare i tempi del tradizionale trasporto via mare, coprendo la distanza in circa 15 giorni. Tuttavia, la logistica su rotaia rappresenta ancora un'alternativa contenuta rispetto alle rotte marittime: un singolo convoglio ferroviario è in grado di trasportare tra i 60.000 e i 70.000 barili di greggio, a fronte degli oltre 2 milioni di barili che possono essere stivati a bordo delle grandi superpetroliere.

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