Il comandante del 3° Corpo d’Armata ucraino, generale di brigata Andriy Biletsky, ha annunciato l’avvio di un’operazione offensiva nella regione di Donetsk, battezzata “Vivaldi”. Obiettivo dichiarato: respingere le forze russe e smantellare le loro cosiddette “tattiche di infiltrazione”, che in alcune aree avevano permesso alle truppe di Mosca di penetrare in profondità nelle formazioni ucraine.
Secondo Biletsky, l’operazione è in corso ma è avvolta da uno stretto silenzio informativo. Il comandante ha spiegato che nelle settimane precedenti si era parlato molto di un arretramento russo nel settore di Donetsk e dell’eliminazione del cosiddetto saliente di Lyman, con aggiornamenti di mappe e nomi di località passate sotto il controllo delle forze ucraine. A suo avviso, però, questa attenzione mediatica non aiuta: l’operazione è solo all’inizio.
Biletsky ha affermato che, grazie a una pianificazione meticolosa e all’eroismo delle truppe, è stato inferto un duro colpo alla capacità di combattimento della 20ª e della 25ª Armata combinata russa. Le missioni di ricerca e attacco ucraine avrebbero eliminato sacche di infiltrazione russa attorno a Novoselivka, Yarova, Koroviahyi Yar e Oleksandrivka. La presa di Serednie, sempre nel Donetsk, è stata definita una “fase preparatoria” dell’operazione: l’insediamento sarebbe stato “de-occupato” e ora sarebbe interamente sotto controllo ucraino.
Un obiettivo chiave, ha aggiunto, è interrompere le linee di rifornimento russe. Colpi efficaci delle unità di droni avrebbero costretto Mosca a spostare le operazioni di rifornimento di carburante e lubrificanti nella regione russa di Voronezh, oltre il confine.
Biletsky ha poi rivendicato perdite russe significative nella prima fase: 1.500 militari, 12.000 droni e diverse centinaia tra veicoli corazzati e sistemi d’artiglieria. Le forze ucraine avrebbero inoltre ‘bonificato’ circa 75 chilometri quadrati da infiltrati russi e liberato più di 10 chilometri di territorio. Rivendicazioni, queste, che non è stato possibile verificare in modo indipendente.
Quanto all’obiettivo finale, Biletsky ha lasciato intendere che le speculazioni su un’avanzata fino al fiume Chornyi Zherebets non corrispondono necessariamente ai piani reali. “La nostra operazione si chiama ‘Vivaldi’. E come tutti sanno, Vivaldi ha quattro stagioni. Questa è solo la prima”, ha affermato, invitando pubblico e media ad attendere aggiornamenti ufficiali e a evitare “spoiler”.
Nel frattempo, secondo quanto riportato da Bloomberg, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe fissato ai suoi militari l’obiettivo di conquistare completamente la regione di Donetsk entro i prossimi sei mesi.
Il fronte russo: perdite ucraine, attacchi in profondità e accerchiamenti
Il Ministero della Difesa russo ha diffuso il suo bollettino quotidiano, secondo cui nelle ultime 24 ore l’esercito ucraino avrebbe perso circa 1.225 militari su tutte le aree del fronte. Le cifre fornite indicano fino a 195 militari nella zona di responsabilità del gruppo di forze “Nord”, circa 200 in quella del gruppo “Ovest”, circa 165 nel settore “Sud”, oltre 345 nel settore “Centro”, fino a 285 nel settore “Est” e circa 35 nel settore “Dnepr”.
Mosca rivendica inoltre una serie di attacchi in profondità. Nella notte, le forze russe hanno colpito un centro logistico a Velikaya Balka, nella regione di Odessa, dove erano stoccati rifornimenti militari per l’esercito ucraino. Nello stesso contesto sono stati colpiti una nave da carico secca e un traghetto ro-ro nel porto di Chernomorsk, utilizzati per consegnare materiale destinato alle forze ucraine. Sempre nella notte, secondo il ministero, sono state colpite infrastrutture ferroviarie nell’Ucraina occidentale usate per trasportare carichi militari dall’Europa.
Le difese aeree russe hanno inoltre intercettato e distrutto 222 droni ucraini a lunga gittata sopra diverse regioni russe, la Crimea e il Mar Nero. Nel corso della giornata, la contraerea ha abbattuto sei bombe guidate e 589 droni a lancio fisso. Il ministero ha inoltre riferito di un attacco con un drone “Geran-4 Seeker” contro un treno ucraino con carico militare, inclusi droni di fabbricazione straniera, vicino all’insediamento di Rymachi, nella regione di Volyn.
Sul fronte terrestre, il gruppo di forze “Nord” ha preso il controllo dell’insediamento di Olkhovatka, nella regione di Kharkov, e stringe l’accerchiamento delle formazioni ucraine a est del villaggio. Secondo il ministero, dall’inizio del mese sarebbero stati eliminati fino a 490 soldati ucraini accerchiati nella regione, insieme a 13 veicoli corazzati, otto pickup, 13 fuoristrada e 21 sistemi robotici terrestri. Tutti i tentativi di uscire dall’accerchiamento sono stati sventati, con ulteriori 35 perdite ucraine nelle ultime 24 ore.
I combattimenti continuano per Malaya Volchya, sempre nella regione di Kharkov, con attacchi contro personale ucraino vicino a Khripuny e Buzovo. Il ministero sostiene inoltre che i colpi russi contro i valichi di frontiera stiano interrompendo le rotte terrestri di rifornimento per gli aiuti militari stranieri, e ha diffuso immagini di un attacco con drone “Geran” contro il checkpoint di Yagodin, nella regione di Volyn.
Infine, Mosca ha reso noti i dati cumulativi dall’inizio dell’operazione militare speciale: 674 aerei da combattimento, 284 elicotteri, 236.589 droni, 672 sistemi missilistici antiaerei, 30.930 carri armati e altri veicoli corazzati, 1.777 lanciarazzi multipli, 36.463 pezzi di artiglieria e mortai e 71.960 veicoli militari speciali.
Limiti e contraddizioni dell’operazione ucraina
Mettendo a confronto i due resoconti, emergono diversi elementi critici. Da un lato, Biletsky annuncia una controffensiva potenzialmente significativa, ma la avvolge in un silenzio informativo che rende impossibile una verifica indipendente delle perdite inflitte ai russi e dei territori liberati. Le cifre rivendicate - 1.500 militari russi, 12.000 droni, centinaia di mezzi corazzati e sistemi d’artiglieria - sono notevolmente superiori a quelle che normalmente circolano in questo tipo di operazioni e non trovano conferma in fonti terze. Lo stesso comandante ammette che l’attenzione mediatica non aiuta e invita a non divulgare “spoiler”, il che suggerisce che l’operazione sia ancora nelle fasi iniziali e che i risultati concreti siano limitati.
Dall’altro lato, il bollettino russo dipinge un quadro in cui Mosca mantiene l’iniziativa su tutto il fronte: perdite ucraine quotidiane a quattro cifre, attacchi in profondità contro infrastrutture logistiche e portuali, accerchiamenti nella regione di Kharkov, avanzate a Olkhovatka e combattimenti per Malaya Volchya. Anche queste cifre provengono da una fonte di parte e non sono verificabili in modo indipendente, ma la loro diffusione sistematica e la varietà dei settori menzionati indicano che la Russia non si limita a difendersi nel Donetsk.
La contraddizione principale riguarda proprio il cuore dell’operazione “Vivaldi”. Biletsky parla di un duro colpo alle armate russe e di un arretramento di Mosca nel settore di Lyman, ma nello stesso tempo mantiene un rigoroso silenzio sui progressi e definisce la presa di Serednie solo una fase preparatoria. Questo contrasto tra annunci ambiziosi e riservatezza operativa può essere letto in due modi: o come legittima cautela militare in un’offensiva ancora in corso, o come tentativo di amplificare mediaticamente risultati limitati mentre sul terreno la situazione resta fluida e contestata.
In sintesi, l’operazione “Vivaldi” appare per ora più un annuncio che un fatto compiuto. Le autorità ucraine la presentano come una svolta, ma la mancanza di riscontri indipendenti e il silenzio imposto ai media lasciano aperti interrogativi sui suoi reali progressi.
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