Un'inchiesta dettagliata firmata dal giornalista Alan Macleod mette in luce un aspetto decisamente meno noto e decisamente più controverso della vita pubblica di Lionel Messi. Mentre gli occhi del mondo sportivo rimangono incollati sulle sue prestazioni sul campo da gioco, l'attenzione si sposta ora sulle sue dinamiche extra-calcistiche.
Secondo quanto scritto nell'approfondimento pubblicato da MintPress, la stella argentina ha saputo catalizzare un seguito straordinario e trasversale in Israele. Un legame solido, costruito nel tempo, che poggia su una fitta rete di contratti commerciali e su scelte strategiche legate alla sicurezza personale: fattori che, stando all'analisi, avrebbero spinto il Primo Ministro Benjamin Netanyahu a considerare il fuoriclasse di Rosario come il suo calciatore preferito in assoluto.
In quanto icona globale, Messi è da sempre estremamente selettivo con i brand a cui accosta la propria immagine, potendo vantare contratti multimilionari con colossi del calibro di Adidas, Pepsi e Mastercard. Proprio per questo motivo, nel 2020 la sua decisione di legarsi a OrCam ha colto di sorpresa molti osservatori. Si tratta di una tech-company israeliana di dimensioni medio-piccole che produce dispositivi indossabili per la visione artificiale assistita, pensati per migliorare la qualità della vita delle persone ipovedenti. Messi ne è diventato l'ambasciatore globale e il volto promozionale principale.
Tuttavia, dietro l'apparente finalità filantropica si nascondono radici profonde nell'apparato militare statale. OrCam è considerata a tutti gli effetti una derivazione dei servizi di sicurezza nazionali, al punto da accogliere tra le proprie fila decine di ex membri dell'Unità 8200 — la celebre e discussa agenzia di spionaggio militare israeliana — molti dei quali inseriti in ruoli dirigenziali. Tra questi spicca Adi Levitski, ex ufficiale dell'intelligence militare nominato direttore delle operazioni di OrCam nel 2024. Altri profili di rilievo includono Mor Shamy, ex capo dell'analisi dell'intelligence per l'Unità 8200, e Matan Albeck, ex capo del dipartimento di analisi dei dati della medesima agenzia, entrambi passati allo sviluppo tecnologico dell'azienda privata. I vasi comunicanti tra l'agenzia governativa e l'azienda sono talmente strutturati che figure come Amitai Edrei hanno persino lavorato contemporaneamente per entrambe le realtà.
Come ha spiegato Alan Macleod, questa vicinanza strutturale solleva interrogativi etici pesantissimi per un atleta della caratura di Messi. L'Unità 8200 non è un'agenzia di intelligence comune: viene indicata come il motore tecnologico dietro le operazioni militari israeliane a Gaza, accusate di gravi violazioni dei diritti umani. L'unità si occupa della raccolta di big data sulla popolazione palestinese e della creazione di liste di bersagli automatizzate tramite intelligenza artificiale, utilizzate per guidare i bombardamenti aerei.
Inoltre, i quadri usciti dall'Unità 8200 sono gli artefici di Pegasus, il software spia più invasivo al mondo. Venduto dal governo israeliano a diversi regimi autoritari, Pegasus è stato utilizzato su scala globale per tracciare e silenziare dissidenti, attivisti e giornalisti. Il caso più eclatante rimane quello legato all'Arabia Saudita, che ha sfruttato il programma per monitorare i movimenti del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi prima del suo brutale omicidio nel consolato di Istanbul. Ritrovarsi, anche solo indirettamente, associati a questo specifico ecosistema tecnologico e militare rappresenta una zona d'ombra difficilmente ignorabile per una delle figure pubbliche più amate del pianeta.
di Alberto Bradanini 1. Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all’idea di...
di Vito PetrocelliL’intervista concessa ieri da Elly Schlein al Foglio ha almeno un merito: quello della chiarezza. Elly conferma la visione piddina del mondo e conferma anche quanto sia profonda...
di Antonio Di Siena Da anni ci raccontano la storiella di come, in nazioni economicamente depresse, il turismo sia una ghiotta occasione di sviluppo nonché uno straordinario volano...
di Patrizia Cecconi* Se quella famosa “maestra di vita” avesse allievi semplicemente diligenti e appena un po’ intelligenti, non tanto, solo quel poco che basta per capire quanto...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa