NYT: l'Iran ha paralizzato la catena di approvvigionamento della Marina Usa in Medio Oriente

03 Settembre 2026 09:30 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Il conflitto con l'Iran ha completamente paralizzato la catena di approvvigionamento della Marina statunitense in Medio Oriente, lasciando le sue navi da guerra senza accesso alle basi logistiche regionali. A rivelarlo è il New York Times, che evidenzia come questa situazione stia mettendo a dura prova gli equipaggi, costretti a complesse e rischiose operazioni di rifornimento in mare aperto per garantire l'operatività della flotta.

I punti chiave della crisi logistica secondo il quotidiano statunitense:

Distruzione delle infrastrutture chiave

Il 28 febbraio, primo giorno di ostilità, le forze iraniane hanno distrutto una base logistica fondamentale per la U.S. Navy in Bahrein. Inoltre, tutti i restanti scali portuali della regione capaci di accogliere portaerei o navi da rifornimento si trovano ormai all'interno del raggio d'azione dei missili di Teheran.

L'entità dei fabbisogni

Attualmente la Marina degli Stati Uniti schiera in Medio Oriente circa 20 navi e quasi 20.000 militari. Questa flotta necessita ogni settimana di oltre 420.000 razioni alimentari e circa 30 milioni di litri di carburante (8 milioni di galloni). Il contingente comprende due portaerei e 12 cacciatorpediniere — equipaggiati con missili da crociera e sistemi antiaerei all'interno dei gruppi d'attacco per imporre il blocco ai porti iraniani — oltre al supporto di tre unità navali di un gruppo anfibio con a bordo una forza d'assalto dei Marines.

Rotte di rifornimento estreme

Data l'impossibilità di attraccare nei porti vicini, le navi cargo militari sono costrette a coprire distanze enormi: devono navigare per oltre 3.500 chilometri fino all'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, o percorrerne circa 6.000 fino a Singapore, attraversando lo Stretto di Malacca, solo per fare carico di provviste e carburante.

Manovre ad alto rischio in mare aperto

Le unità da guerra devono effettuare il trasferimento del carico in mare ogni cinque o sei giorni. Durante queste manovre, due navi si affiancano ad appena 45 metri di distanza, mantenendo rigorosamente la stessa rotta e la medesima velocità, mentre gli equipaggi trasferiscono i rifornimenti attraverso cavi d'acciaio ed elicotteri.

Usura dei mezzi ed sfinimento degli equipaggi

Degli 11 incrociatori e portaerei a disposizione degli Stati Uniti, ben quattro sono impiegati nell'area mediorientale e diversi altri sono fermi per lunghi interventi di manutenzione. Questo rende la durata dei turni di guardia quasi insostenibile: la USS Abraham Lincoln, ad esempio, ha trascorso gran parte della sua missione di nove mesi senza effettuare una singola sosta in porto, prima di essere avvicendata dalla USS George Washington. Quest'ultima è giunta in Thailandia per concedere all'equipaggio una breve pausa prima del rientro alla base di San Diego.

Le più recenti da WORLD AFFAIRS

On Fire

Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA

  di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad   Alla Mostra del Cinema di Venezia una sala si è alzata in piedi e ha applaudito per venticinque minuti. È l'ovazione più lunga...

Volo Flydubai, le leggi di Newton smentiscono la versione di Netanyahu

  di Ahmed Bashir Al-Aila* Quando è stato annunciato che il volo Flydubai FZ1073 aveva subito una brusca perdita di quota sopra i cieli di Tabuk, ho seguito la notizia da esperto di fisica,...

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

di Alessandro Bartoloni Dopo la visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca a metà agosto sui media italiani si sono moltiplicate le speculazioni su ciò che intendesse discutere...

“Conseguenze catastrofiche”. Mosca e Pechino reagiscono al dispiegamento di armi USA nello spazio

  «Queste dichiarazioni sono la prova diretta della politica statunitense di dispiegare armi nello spazio e di utilizzarle in operazioni di combattimento per assicurarne il dominio e la superiorità»....

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa