Portavoce Iran: "Iniziamo una battaglia diplomatica con il dito sul grilletto"

L'Iran ha avviato una «battaglia diplomatica» a Islamabad mantenendo «il dito sul grilletto». Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, mentre la delegazione di Teheran, guidata dal presidente del Parlamento Mohamad Baqer Qalibaf, incontrava il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.

Il Pakistan è il mediatore chiave per porre fine alla guerra che Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran il 28 febbraio. Baqai ha annunciato che i negoziati sono iniziati con l'arrivo della delegazione. «Ci sono stati circa due ore e mezza di colloqui – ha dichiarato alla televisione iraniana –. Le richieste dell'Iran, basate sul pacchetto di proposte in 10 punti, sono state trasmesse al Pakistan».

«Ci troviamo in un momento storico delicato – ha aggiunto Baqai –. Per noi, la diplomazia è la continuazione della difesa e della guerra. Dopo 40 giorni in cui i difensori della patria hanno lottato con fermezza, ora è il turno dei diplomatici. Diplomazia e difesa sono due facce della stessa medaglia».

Il portavoce ha sottolineato che «il cessate il fuoco deve essere chiaro ed esplicito, e qualsiasi violazione sarà punita con fuoco diretto e senza esitazione. Le nostre forze armate hanno il dito sul grilletto e sono pronte a rispondere immediatamente a qualsiasi aggressione».

La delegazione iraniana conta 70 membri, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araqchi e il capo della Banca centrale. La controparte statunitense è composta da 300 persone, tra cui il vicepresidente J.D. Vance e Jared Kushner. Teheran e Washington hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane dopo che la Casa Bianca ha accettato la proposta in 10 punti iraniana. Qalibaf ha ricordato «il ripetuto tradimento della diplomazia da parte degli Stati Uniti: l'Iran ha buona volontà, ma diffida».

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