<<Israele considera la confisca delle armi una misura di sicurezza prima di qualsiasi processo di definitiva distensione o ricostruzione. Gli Stati Uniti e esponenti europei legano (l'ingresso degli) aiuti con l'indebolimento della forza militare di Hamas.
Alcuni paesi arabi non escludono il disarmo a patto che ciò non sia un pretesto per ripristinare l'occupazione di Gaza, però fratello Rabi, alcuni si chiedono perché la situazione è cosi complicata.
Hamas rifiuta il disarmo perché ciò significa la fine del suo progetto di resistenza, e una sconfitta politico. Il popolo è diviso tra chi vede negli armamenti una protezione e chi pensa che debbano essere organizzate o eliminate, dopo questa incredibile distruzione.
Finora, nessuna autorità attendibile può governare al posto di Hamas, senza un pericoloso vuoto di sicurezza>>.
Il voto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, passato con l’astensione di Russia e Cina, scatena i commentatori che seguono l’auto-celebrazione trumpiana del successo storico. Ma è davvero così? Sul campo ancora nulla è deciso e anzi, le prospettive depongono a favore di una forza internazionale musulmana che servirà da difesa per Gaza, allontanando lo spettro di nuove invasioni. Intanto però, la situazione sul campo per la popolazione resta drammatica.
L’undicesima puntata di “Radio Gaza” sarà disponibile da oggi alle 18 sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico a questo link:
https://www.youtube.com/watch?
“Radio Gaza - cronache dalla Resistenza”, ogni giovedì alle 18, sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico, è un programma a cura di Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue.
Lo scorso lunedì 17 novembre, la campagna “Apocalisse Gaza” è arrivata al suo 150° giorno, avendo raccolto 115.628 euro da 1.502 donazioni e avendo già inviato a Gaza valuta pari a 114.874 euro.
Per donazioni: https://paypal.me/
C/C Kairos aps IBAN: IT15H0538723300000003654391 - Causale: Apocalisse Gaza
FB: RadioGazaAD
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