"Totale sfiducia e vigilanza". L'esercito iraniano promette una risposta rapida a qualsiasi violazione dell'accordo con gli Usa

Il generale di brigata Mohammad Akraminia, portavoce dell'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, ha affermato che le Forze Armate manterranno il massimo livello di prontezza e rafforzeranno le proprie capacità durante l'attuazione del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.

«Se il nemico viola le disposizioni dell'accordo, riporteremo rapidamente ed energicamente la situazione militare della regione alle condizioni precedenti all'accordo e faremo in modo che il nemico si penti della sua azione», ha sottolineato Akraminia in un'intervista ai media iraniani.

Akraminia ha sottolineato che, sebbene la Repubblica Islamica sostenga qualsiasi intesa o accordo che serva gli interessi della nazione iraniana, far rispettare gli impegni del nemico «richiede potere e vigilanza». Il portavoce ha aggiunto che esiste una «totale sfiducia» nei confronti del nemico, che ha accusato di aver «bombardato due volte il tavolo dei negoziati» e di «aver pugnalato la diplomazia alle spalle».

«Manterremo il livello di preparazione delle forze armate più che mai e aumenteremo le nostre capacità difensive durante il periodo dell'accordo», ha affermato. Secondo Akraminia, i conflitti affrontati dall'esercito iraniano hanno rafforzato la fiducia delle forze armate, migliorato il loro coordinamento e accelerato la produzione interna di missili e droni avanzati. Ha inoltre elogiato il «sacrificio e l'eroismo» che, ha affermato, hanno costretto gli Stati Uniti e Israele ad accettare le condizioni dell'Iran, aggiungendo che le ripetute violazioni porterebbero a una «sconfitta» e a un'«umiliazione» ancora maggiori per gli aggressori.

Domenica scorsa, da Washington e Teheran è stato dichiarato che il testo del memorandum d'intesa tra i due paesi è già stato finalizzato e che la firma ufficiale avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera. L'annuncio pone fine a settimane di tese trattative, che a tratti sembravano procedere a rilento.

«L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai un dato di fatto. Congratulazioni a tutti!», ha scritto Donald Trump su Truth Social, autorizzando al contempo «pienamente l'apertura senza restrizioni dello Stretto di Hormuz» e la «revoca immediata del blocco navale degli Stati Uniti».

Le implicazioni per il Libano

Nel frattempo, il viceministro degli Affari giuridici e internazionali del Ministero degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha indicato che, secondo quanto concordato, «a partire da questa sera sarà annunciata la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su vari fronti, compreso il Libano». Un mediatore chiave dei negoziati, il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha inoltre confermato che l'accordo include il Libano.

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