«Quell'ignoranza ci ha portato a un punto in cui potremmo tutti morire presto». Con queste parole, pronunciate in un'intervista al programma "Going Underground" di RT, il giornalista statunitense Tucker Carlson ha lanciato un monito drammatico sullo stato dell'informazione in Occidente riguardo al conflitto in Ucraina, sostenendo che la mancanza di conoscenza dei fatti abbia spinto il mondo sull'orlo di una guerra nucleare.
«Solo una piccola percentuale della popolazione ha idea di quali siano i fatti», ha sottolineato Carlson, aggiungendo che la maggior parte delle persone non sa che il regime di Kiev è un «governo totalitario», in cui «non c'è libertà di espressione né libertà di movimento, e il cui presidente non è stato eletto». Un riferimento, quest'ultimo, alla scadenza del mandato presidenziale di Volodymyr Zelensky nel maggio 2024 e alla sua decisione di rinviare le elezioni a causa della legge marziale.
Carlson ha poi puntato l'attenzione su un aspetto spesso ignorato dai media occidentali: la persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina canonica. «Hanno vietato la più grande confessione cristiana del paese e hanno incarcerato i sacerdoti», ha dichiarato, riferendosi alle misure adottate dal governo di Kiev contro l'istituzione religiosa, accusata di mantenere legami con Mosca.
Secondo Carlson, anche le persone colte, cosmopolite e ben istruite «non hanno la minima idea» di ciò che sta accadendo in Ucraina. «Credono sinceramente che l'Ucraina sia questo piccolo e agguerrito gruppo di combattenti per la libertà che resiste all'appropriazione delle terre da parte di questa potenza espansionista che vuole ricreare l'Unione Sovietica», ha sottolineato, aggiungendo che si tratta delle informazioni che vengono loro presentate da media come la BBC e la NBC.
In questo contesto, il giornalista ha evidenziato un paradosso: il fatto che Internet avrebbe dovuto facilitare l'accesso immediato alle informazioni, ma ha finito per generare «un vuoto informativo» che ha portato il mondo «sull'orlo di una guerra nucleare». Una denuncia che, nelle intenzioni di Carlson, vuole essere un appello alla responsabilità dei media e dei governi occidentali, accusati di aver costruito una narrazione distorta della realtà ucraina, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per l'intera umanità.
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