"Vi paghiamo sei mesi in più": gli armatori cercano marinai disposti a rischiare la vita a Hormuz

22 Luglio 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Secondo quanto riportato da Bloomberg il 20 luglio, le compagnie di navigazione internazionali stanno offrendo ingenti bonus agli equipaggi pur di far attraversare loro lo Stretto di Hormuz, nonostante i gravissimi rischi di sicurezza.

Il gruppo Sinokor, il più grande armatore di superpetroliere al mondo, ha proposto ai propri marittimi ben sei mesi di stipendio extra per completare un singolo viaggio di andata e ritorno. La rotta prevede il ritiro di petrolio in Arabia Saudita o Iraq e lo scarico nel Golfo dell'Oman, un tragitto che – secondo un documento visionato da Bloomberg – richiede circa un mese.

Il capitano Pradeep Chawla, presidente di GlobalMET (un'organizzazione di formazione marittima che collabora con l'IMO), ha confermato che «alcune compagnie stanno offrendo bonus enormi», pur senza citare direttamente il caso Sinokor. Chawla ha poi aggiunto: «Abbiamo notizie di molti membri dell'equipaggio che cercano di sbarcare per non partire, ma gli armatori riescono comunque a trovare persone disposte a correre il rischio».

Dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, almeno 59 navi mercantili sono state attaccate nel Golfo Persico e nelle zone limitrofe, provocando la morte di 17 marinai, secondo i dati forniti dall'agenzia marittima delle Nazioni Unite.

Di conseguenza, i costi del trasporto marittimo sono schizzati alle stelle, mentre il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è giunto quasi al collasso. Il drastico aumento dei pericoli ha fatto lievitare sia i premi assicurativi che gli incentivi per i marinai; ciononostante, molti di loro preferiscono rifiutare le retribuzioni extra pur di non rischiare la vita.

Gli ultimi dati della società di analisi Kpler confermano che la navigazione nella zona rimane fortemente limitata: tra il 17 e il 19 luglio sono stati registrati appena 30 attraversamenti verificati.

La scorsa settimana la Reuters ha rivelato che le compagnie marittime stanno evitando i corridoi siglati dagli Stati Uniti lungo la costa dell'Oman per timore di ritorsioni iraniane. La decisione è giunta dopo una serie di raid contro le imbarcazioni che utilizzavano i canali indicati da Washington in base al memorandum d'intesa (MoU) con Teheran.

Una fonte del settore ha dichiarato che gli Stati Uniti sembrano aver perso il controllo della situazione, mentre Torbjorn Solvedt, analista di Verisk Maplecroft, ha sottolineato come la costante capacità dell'Iran di colpire le navi lungo la rotta omanita renda improbabile la riuscita del piano dell'amministrazione Trump per garantire il traffico marittimo.

I rischi reali affrontati dai lavoratori sono testimoniati anche da recenti vicende giudiziarie: a inizio luglio, tre marinai thailandesi hanno citato in giudizio il loro ex datore di lavoro, la Precious Shipping, insieme a due società affiliate e al comandante della nave. L'accusa è di aver messo a rischio la loro vita e di averli licenziati ingiustamente prima della scadenza del contratto dopo che, a marzo, un proiettile aveva colpito il loro mercantile nello Stretto di Hormuz, provocando tre vittime tra i membri dell'equipaggio.

Le più recenti da WORLD AFFAIRS

On Fire

Restare umani: la forma più alta di ribellione al mondo distopico di oggi (di Alberto Bradanini)

di Alberto Bradanini 1. Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all’idea di...

Il PD resta il nemico numero uno del paese

di Vito PetrocelliL’intervista concessa ieri da Elly Schlein al Foglio ha almeno un merito: quello della chiarezza. Elly conferma la visione piddina del mondo e conferma anche quanto sia profonda...

La mappa di Eurostat che smonta tutte le storielle che vi raccontano sul turismo di massa

  di Antonio Di Siena   Da anni ci raccontano la storiella di come, in nazioni economicamente depresse, il turismo sia una ghiotta occasione di sviluppo nonché uno straordinario volano...

Israele, il grande equivoco

  di Patrizia Cecconi* Se quella famosa “maestra di vita” avesse allievi semplicemente diligenti e appena un po’ intelligenti, non tanto, solo quel poco che basta per capire quanto...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa