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33 morti a Bengasi. In pochi se ne accorgono ma in Libia c'è una guerra

 




E’ salito ad almeno 33 morti il bilancio delle esplosioni provocate ieri sera da due autobomba davanti ad una moschea a Bengasi nel distretto centrale di Al Salmani. I feriti sono oltre 30.


Il portavoce delle forze militari e della polizia, il capitano Tarek Alkharraz, ha detto che la prima autobomba e’ esplosa nel quartiere di Salmani verso le 8:20 ora locale (le 7:20 in Italia) e la seconda mezz’ora più tardi, mentre i residenti ed il personale medico evacuavano i feriti.
 

Un veicolo imbottito di esplosivi è inizialmente esploso di fronte a una moschea nel quartiere centrale di al-Sleimani. Circa trenta minuti dopo è esplosa una seconda auto nella stessa area, dove si erano radunati responsabili della sicurezza e civili per soccorrere i feriti.


 

La moschea è nota come base di gruppi salafiti che combattono contro i jihadisti al fianco delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar nella città portuale dell’est del Paese. Tra le vittime risulta esserci Ahmad al Fitouri, responsabile delle forze di sicurezza per le forze locali legate al generale Haftar, tra i feriti anche Mahdi al Fellah, un altro membro dell’intelligence. E’ da dicembre che il Lna (esercito nazionale libico) di Haftar rivendica di aver conquistato Bengasi, ma in queste settimane si sono susseguiti diversi attentati che dimostrano come la situazione sia tutt’altro che stabilizzata.


FONTE: CONTROPIANO

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