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'L'Arabia Saudita ordinò l'attacco all'aeroporto di Damasco nel 2013'

 

Documenti dell'Intelligence degli Stati Uniti rivelano il coinvolgimento diretto dell'Arabia Saudita in un attacco all'aeroporto internazionale di Damasco nel 2013.


Secondo un articolo pubblicato martedì scorso dal portale statunitense 'The Intercept', in un documento segreto dell'Agenzia nazionale per la sicurezza nazionale, (NSA), recentemente rivelato, arriva la conferma sul ruolo esplicito di Riyadh nell'attacco lanciato il 18 marzo 2013 contro l'aeroporto della capitale siriana.
 
"Gli attacchi contro l'aeroporto, il palazzo presidenziale e altri luoghi si sono verificati il 18 marzo" ed i Sauditi erano "molto felici" del risultato, precisa il portale che rivela il documento.
 
Inoltre, si evidenzia che il principe saudita Salman bin Sultan, di grande peso nella famiglia reale e membro del servizi segreti sauditi, aveva ordinato direttamente al Free Syrian Army (ELS) di "aprire il fuoco a Damasco" e "distruggere" il suddetto aeroporto.
 
Per eseguire questo ordine, continua la fonte, giorni prima dell'operazione, i sauditi avrebbero dato "120 tonnellate di esplosivi e armi alle forze dell'opposizione".
 
L'Intercept conferma che gli Stati Uniti erano al corrente dei piani sauditi per attaccare l'aeroporto.
"Per tre giorni sono stati mandati negli Stati Uniti segnalazioni che avvertivano degli attacchi del 18 marzo 2013", ma Washington non ha fatto nulla per fermarli.
 
Il documento rivelato è una delle prove più convincenti e chiara del supporto fornito dai governi stranieri all'opposizione siriana, alimentando così la crisi che ha lasciato centinaia di migliaia di morti e distrutto la maggior parte delle infrastrutture nel paese arabo.
 
Il 18 marzo 2013, gli oppositori del presidente siriano Bashar al-Assad hanno sparato razzi e colpi di mortaio sull'aeroporto internazionale di Damasco e nelle zone circostanti, ostacolando il normale funzionamento dei voli. Tuttavia, non è mai stato possibile confermare se l'attacco abbia lasciato vittime o no.
 
L'Arabia Saudita e alcuni dei suoi alleati oltre a voler rovesciare il governo di Damasco, sono stati accusati di inviare jihadisti a combattere con i gruppi ribelli e terroristici attivi in Siria, fornendo armi, come i sistemi di difesa aerea portatili (MANPADS) per abbattere gli aerei siriani e russi.
 
Fonte: The Intercept
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