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Consigliere Obama: Complotto USA, Israele, Arabia Saudita dietro le dimissioni di Hariri

 

Gli interessi convergenti di Israele, Arabia Saudita e Stati Uniti sono dietro alle dimissioni del primo ministro libanese Saad Hariri.


Robert Malley, politico statunitense di primo piano e consigliere dell'ex presidente Barack Obama ha dichiarato che c'è una convergenza tra gli interessi delle tre parti: l'Amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il regime israeliano e la nuova amministrazione saudita, guidata dal principe ereditario Mohamad bin Salman. Secondo Malley, questa convergenza è stata la ragione della dimissioni di Hariri.
 
In un articolo pubblicato mercoledì scorso sulla rivista statunitense 'The Atlantic', Malley ha spiegato che il Libano è stato uno specchio del Medio Oriente, ma è diventato in questi ultimi anni il centro di una guerra per procura, guidato dall'Arabia Saudita.
 
La scorsa settimana, le circostanze ed i conflitti in Medio Oriente non erano lontani dal Libano. Il 4 novembre tre cambiamenti consecutivi si sono verificati entro dieci ore e hanno influenzato la situazione complessiva in Libano, secondo Malley.
 
In primo luogo, Hariri ha annunciato le sue dimissioni. Le sue dimissioni sono state annunciate a Riyadh (la capitale saudita) che, secondo Malley, è stato un importante indicatore delle "nuove sfide" della regione.
Secondo i funzionari libanesi, Hariri è prigioniero in Arabia Saudita.
 
Il secondo evento è stato la ritorsione per l'attacco del movimento popolare yemenita Ansarollah con missili balistici in un aeroporto nel cuore di Riyadh. Dopo l'attacco delle forze yemenite, il ministro degli Esteri Saudita Adel Al-Yubeir ha accusato l'Iran di "offrire missili balistici agli Yemeniti", un'accusa respinta direttamente dalle autorità persiane.
 
L'Arabia Saudita sta bombardando il territorio dello Yemen dal 2015 per riportare il potere al fuggiasco ex presidente yemenita Abdu Rabu Mansur Hadi, suo stretto alleato. Una campagna militare che ha lasciato più di 33.395 tra morti o feriti.
 
Il terzo evento identificato da Malley è stato quando l'Arabia Saudita ha lanciato una cosiddetta "campagna anticorruzione" e più di dieci principi, decine di uomini d'affari e di alto rango funzionari sauditi sono stati posti agli arresti domiciliari. L'obiettivo di Bin Salman sembra essere quello di eliminare qualsiasi potenziale rivale.
 
Fonte: https://www.theatlantic.com
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