A Bruxelles, Tsipras ha subito un tentativo di colpo di stato. Panos Kammenos, leader ANEL
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I primi scricchiolii nella coalizione di governo SYRIZA-ANEL per quanto riguarda il piano di salvataggio di 86 miliardi di euro sono venuti poche ore dopo l'annuncio dell'accordo tra Tsipras e i creditori di Atene.
Il ministro della Difesa e leader dei Greci Independent (ANEL), Panos Kammenos, ha denunciato il nuovo accordo e ha espresso la sua insoddisfazione per il fatto che le proposte della parte greca sono state completamente respinte.
"Questo accordo è al di là di quanto convenuto nel corso del summit con i leader politici e il Presidente della Repubblica ellenica, che il Parlamento greco ha ratificato. A tale accordo, come segno di buona volontà e anche se era contro la nostra coscienza, abbiamo detto sì. Ma questo accordo, che porta nuovi dati, che parla di circa 50 miliardi di euro di garanzia di beni pubblici, che parla di decreti per le modifiche di leggi come il codice di procedura penale, che porterà a pignoramenti di case, che comporta un crollo completo, anche degli ideali costituzionali, non possiamo accettarlo".
Kammenos ha anche denunciato un terntativo di "colpo di stato" ordito ai danni di Tsipras dalla Germania e da altre nazioni nel corso dei negoziati di Bruxelles.
"il primo ministro greco è stato minacciato con il crollo delle banche e tagli dei depositi. Questo ricatto è andato avanti fino alle prime ore del mattino. Il presidente del Consiglio Ue, di fronte a questo ricatto, non avendo altra scelta per evitare queste conseguenze, ha insistito per un accordo ", ha detto.
Kammenos ha aggiunto che il gruppo parlamentare ANEL si riunirà per decidere come agire.
"Si va avanti insieme, il governo greco e il popolo greco uniti, per rivendicare il diritto dei cittadini greci", ha detto.
Kammenos ha aggiunto che si rifiuterà di far parte di un governo che include personalità politiche come il leader di "To Potami", Stavros Theodorakis , il leader di Nuova Democrazia, Evangelos Meimarakis , che erano disposti a dare tutto ai creditori mentre il primo ministro stava lottando a Bruxelles.

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