A Mosca “Sovintern – per il Socialismo del XXI secolo” (con il saluto di Putin)
Silenzio totale dei media. Comunque, questa è la notizia: tra il 25 e il 29 aprile, aperta da un breve saluto video di Putin, si è tenuta a Mosca, “Sovintern – per il Socialismo del XXI secolo” una conferenza internazionale avente l’ambizione di costruire - addirittura - una nuova Internazionale di forze socialiste e comuniste per il XXI secolo (qui un video). Su questa iniziativa, abbiamo intervistato Gianmarco Pisa, responsabile internazionale del Partito Comunista di Unità Popolare, unico partito italiano presente al Forum.
Come è nata questa iniziativa? Quali partiti sono stati presenti? Com’è andata in termini di partecipazione e di contenuti?
Come Internazionale, “Sovintern – per il Socialismo del XXI secolo”, è stata lanciata su iniziativa di diverse forze socialiste e patriottiche di tutti i continenti, quali, in particolare, il partito Russia Giusta, il Partito Comunista Americano (ACP), il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), il Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM), il Workers Party (Gran Bretagna), Tunisia Avanti, il Partito del Progresso e del Socialismo (Marocco), il Movimento dei Socialisti (Serbia), l’Unione dei Socialisti Democratici della Repubblica Democratica del Congo.
La prima edizione del Forum si è svolta a Mosca, in un luogo più che simbolico, la Sala delle Colonne della Casa del Sindacato, e vi hanno partecipato, in totale, circa 300 partecipanti, delegati di 100 partiti di ispirazione antimperialista, socialista e comunista, provenienti da oltre 70 paesi di tutti i continenti, Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America.
In sostanza, il profilo di Sovintern fa riferimento a quelle che potremmo definire le “sinistre di classe”, non necessariamente comuniste, fondate nel movimento dei lavoratori, con un impianto decisamente socialista, patriottico e antimperialista, e potrebbe sintetizzarsi in tre parole chiave: antimperialismo, anticolonialismo, autodeterminazione.
Da quanto annunciato dai promotori, come la Comintern fu l’Internazionale Comunista dopo la Rivoluzione d’Ottobre e sino alla Grande Guerra Patriottica, così la Sovintern vorrebbe essere l’Internazionale delle forze socialiste, patriottiche e antimperialiste del XXI secolo. Essa è dunque chiamata a cimentarsi con le grandi crisi e trasformazioni del presente, e a confrontarsi con le sfide poste dal nuovo protagonismo del Sud Globale, dall’avanzata del mondo multipolare, dai Brics e dal ruolo nuovo, sulla scena mondiale, di potenze come la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese.
Ma com’è che il Partito Comunista di Unità Popolare (che ha pochi mesi di vita) è stato l’unico partito italiano presente a Sovintern? Perché non c’erano altri partiti italiani che, nominalmente, si richiamano al Comunismo?
È vero che il nostro Partito ha pochi mesi di vita (è stato costituito con il congresso di fondazione dello scorso 24-25 gennaio a Roma), ma è anche vero che la sua storia politica non inizia a gennaio, è frutto dell’unione di diversi soggetti comunisti preesistenti e due di questi, il Movimento per la Rinascita Comunista e Resistenza Popolare, erano attivi sul piano sia nazionale sia internazionale, e avevano già iniziative e relazioni internazionali. Esponenti di primo piano del movimento latinoamericano ci hanno contattato per segnalarci l’avvio del processo, e siamo stati subito interessati a esplorare la novità di questa Internazionale, proprio per le sue caratteristiche, e per la sua intenzione di costruire coordinamento e sinergia tra forze avanzate, socialiste e comuniste, con un’ispirazione popolare e antimperialista.
Perché altri partiti italiani non abbiano partecipato e perché non stiano mostrando interesse verso la Sovintern, potrebbe spiegarsi con i motivi più diversi. Alcuni fanno riferimento ad altre piattaforme internazionali. Altri potrebbero essere poco convinti da una convergenza di soggetti non esclusivamente comunisti. Altri ancora potrebbero nutrire riserve su questa o quella figura, su questo o quel partito tra i soggetti partecipanti. Ma alla fine sarebbe necessario fare prevalere le ragioni dell’unità d’azione nella comune lotta contro l’imperialismo.
L’unico giornale italiano che ha dato notizia di Sovintern vi accusa di essere la sinistra filo-Putin. Come rispondete?
Con una battuta, che il presidente Putin non era presente ai lavori della conferenza e che, se è vero che ha inviato un breve video di saluto ai lavori, altrettanto hanno fatto altre personalità, tra le quali in particolare vorrei ricordare il bellissimo messaggio di saluto da parte di Evo Morales, uno dei grandi protagonisti della stagione della trasformazione rivoluzionaria latinoamericana e del socialismo del XXI secolo.
Il nostro tema è appunto quello del “socialismo del XXI secolo” e quindi poniamo l’accento su due questioni: l’importanza della memoria storica, ad esempio le grandi conquiste dei socialismi, tra cui in particolare il socialismo sovietico, del XX secolo (abbiamo appena celebrato la storica data del Giorno della Vittoria, il 9 maggio); e l’importanza di un socialismo proiettato nel futuro, di fronte a un Occidente evidentemente in crisi, il Sud globale che avanza, popoli e collettività che lottano per la giustizia, per la pace, per un vita dignitosa e per la propria autodeterminazione.
Su questo, sin dal prossimo futuro, si cimenterà proprio la Sovintern, a partire dai temi delle risoluzioni politiche adottate a Mosca: contro l’aggressione statunitense e israeliana all’Iran; per la fine del blocco contro Cuba socialista; a supporto della Corea popolare; sulle conseguenze del colonialismo e del neocolonialismo in Africa; sulla risoluzione della crisi in Ucraina; per l’immediato rilascio del legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro.


