Al G8, i leader europei presenteranno la confusa linea di rigore e crescita

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Al G8, i leader europei presenteranno la confusa linea di rigore e crescita

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In vista del G8 a Camp David negli Stati Uniti, i leader europei e il presidente del Consiglio europeo si sono incontrati ieri per preparare i temi in agenda al vertice degli otto grandi della Terra. Alla videoconferenza hanno partecipato la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, il presidente francese Francois Hollande, il premier britannico David Cameron e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. 
Rigore e crescita vanno portati avanti di pari passo, questo è il sunto del summit. Il presidente del Consiglio Mario Monti si è posto come mediatore tra la Germania, ancora restia a intraprendere quelle politiche espansive ieri richieste anche dal Fondo monetario internazionale, e Francia e Regno Unito, che sia pure da posizioni diverse invitano la cancelliera Angela Merkel a non essere troppo rigida sul rigore. Il capo del governo tedesco, tuttavia, ha invitato gli altri leader a evitare di rafforzare solo la domanda per mezzo di politiche più keynesiane: “Occorre rafforzare anche l’offerta”. La preoccupazione arriva fino oltreoceano, dove Barack Obama teme il contagio dall’Europa proprio nei mesi cruciali prima delle presidenziali. 
Le elezioni che si terranno in Grecia vengono considerate dai leader come un vero e proprio referendum sulla possibilità' che il Paese resti in Europa. Del resto i leader Ue piu' volte in questi giorni hanno sottolineato il momento delicato e che e' necessario da parte del governo transitorio greco chiarire ai cittadini che un eventuale voto 'anti-Europeo' porterebbe all'uscita della Grecia dall'euro. In questi giorni la Merkel ha evitato di pronunciare l’espressione “uscita dall’euro” a proposito di Atene. Una posizione condivisa da Monti, secondo il quale parlare pubblicamente troppo di Grecia al G8 porterebbe solo maggiore sfiducia nella moneta unica da parte dei mercati. Mercati che rischiano di scatenarsi anche contro la Spagna, che ieri ha visto Moody’s declassare 16 dei suoi istituti bancari. Atene deve applicare - e' la tesi illustrata in questi giorni e che i partner hanno ribadito anche oggi, sempre secondo quanto viene riferito - il 'memorandum' gia' concordato e rispettare i patti. Ed e' proprio di oggi la notizia di un nuovo declassamento ella Grecia da parte di Fitch: l'agenzia ha tagliato il rating da 'B-' a 'CCC'. Secondo Fitch la decisione "riflette l'aumento del rischio che Atene non sia in grado di restare nell'area euro". Fitch spiega che "la forte performance dei partiti contrari all'austerita' nelle elezioni del 6 maggio e il conseguente fallimento nella formazione di un nuovo governo, sottolineano la mancanza di supporto pubblico e politico al programma concordato con Ue e Fmi".

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