Al Nusra, ci sono terroristi e poi ci sono i "nostri" terroristi
R. Fisk: "Tutto quello di cui hanno bisogno sono altro denaro e altre armi. E scommetto che le otterranno per gentile concessione dei vecchi Stati Uniti d’America. Ma non menzionate mai la parola cospirazione".
2028
Il gruppo terrorista Jabhat al-Nusra, che gli Stati Uniti vogliono ora far passare come i “ribelli moderati” da finanziare ed equipaggiare - la creazione dello Stato Islamico a Washington non è bastato - è l'oggetto del nuovo articolo di Robert Fisk sull'Independent.
A chi ricorda che gli Usa si stanno affidando per l'ennesima volta nella loro storia a dei terroristi, cosa risponde l'entourage dell'Amministrazione? Il solito leit-motive: la colpa è dei “teorici della cospirazione” che suggeriscono qualcosa che non esiste nella realtà.
Per rispondere il noto giornalista britannico richiama all'attenzione l'ultimo numero di Le Monde Diplomatique che pubblica una serie di articoli con il titolo di “Avete detto cospirazione?”, in cui si esaminano quante notizie di operazioni sotto falsa bandiera sono risultate vere. C’è l’incidente di Mukden, per esempio, un attacco cinese al Giappone imperiale che è risultato essere un attacco giapponese alla Cina che ha causato l’invasione cinese della Manciuria, lo Stupro di Nanchino, etc. C’è poi l’incendio del Reichstag iniziato dai nazisti e non dai comunisti; il riuscito – e vero- complotto di CIA e MI5 per spodestare il Primo Ministro dell’Iran, eletto, Mohammad Mossadegh, durante il quale le bombe erano state presumibilmente piazzate dai comunisti (ancora un’altra volta) la ”Operazione Susanna”, di Israele nel 1954, durante la quale degli attacchi organizzati da Israele contro edifici britannici e statunitensi al Cairo è stata data la colpa ai nazionalisti egiziani; e l’incidente del Tonchino nel 1964, quando l’America ha riferito di attacchi nordvietnamiti totalmente immaginari a una nave da guerra degli Stati Uniti, che ha provocato il vero inizio della guerra del Vietnam. Curiosamente, l’America Latina fornisce ancora altre prove dei complotti molto reali degli Stati Uniti: Guatemala, Brasile, Cile, Argentina, Nicaragua, Cuba, e chi più ne ha più ne metta. Noi aggiungiamo i tentativi contro Venezuela ed Ecuador in corso proprio in queste ore. E la lista sarebbe ancora molto lunga.
Veniamo alla Siria. E qui Fisk scrive: “Quando ero in Siria pochi giorni fa, ho sentito dire parecchie volte che gli Iraniani che hanno perduto i loro uomini che difendevano il regime di Assad, sono tirchi quando si tratta di aiuti economici. Una fonte a Damasco mi ha riferito che chiedono garanzie di beni immobili su qualsiasi spesa fatta per l’esercito siriano. Non so se sia vero, ma date soltanto un’occhiata alle stime più recenti dell’inviato speciale dell’ONU, Staffan de Mistura, estremamente insignificante, che ora annuncia che l’Iran spende una somma di 4 miliardi di sterline all’anno per il regime siriano – escludendo il costo del personale militare iraniano, Hezbollah, e degli sciiti iracheni che combattono per la Siria –una cifra superata soltanto da quella dichiara da un signore dello “Istituto Statunitense della Pace” che pone l’ammontare a circa 13 miliardi di sterline. E tutto questo denaro presumibilmente arriva da un paese la cui economia è stata fatta a pezzi dalle sanzioni? Non ci vuole un cervello sottile per calcolare che se l’Iran intende ancora fabbricare armi nucleari – la linea israeliana – e ha così tanto denaro da spendere a piene mani per i suoi alleati, allora rimane una minaccia di gran lunga maggiore per Israele e gli stati sunniti che al-Nusra per l’Isis o per qualsiasi altro gruppo di folli islamisti nella regione. E quindi i Qatarioti entrano oggi ufficialmente nella campagna per “pulire” gli uccisori di al-Qaida che fanno parte di al-Nusra. Una teoria della cospirazione, naturalmente”.
Il Ministro degli Esteri del Qatar, Khaled al-Attiyah, in un’intervista a Le Monde del mese scorso ha detto, del resto, tutto: “Siamo chiaramente contro ogni estremismo,” ha affermato, “ma, a parte Daesh (l’Isis), tutti [sic] questi gruppi stanno combattendo per abbattere il regime di Assad. I moderati non possono dire il Fronte Nusra…Non opereremo con voi’. Dovete guardare la situazione ed essere realistici”. In altre parole, l’unico scopo di al-Nusra è quello di distruggere il regime di Assad e, quindi, sta dalla stessa parte dei “moderati” e meritevoli dello stesso aiuto militare. Se i “moderati” non possono dire ad al-Nusra, “Non opereremo con voi”, allora come potrebbero farlo gli Stati Uniti?
I rapporti di intelligence inviati al governo francese hanno registrato gli attacchi aerei statunitensi contro l’Isis che hanno evitato di danneggiare le posizioni tenute da al-Nusra. Quando l’Isis è arrivata con migliaia dei suoi combattenti per assaltare Palmira il mese scorso – per la maggior parte in pieno giorno – nessun aereo statunitense è apparso nei cieli siriani. E tutto questo quando i piloti statunitensi stavano tornando da quasi il 75% delle loro missioni contro l’Isis con le bombe ancora a bordo perché non sapevano trovare gli obiettivi da colpire.
Non bisogna essere giornalisti,figuriamoci teorici della cospirazione, per vedere i segnali di allarme sulla “guerra al terrore” in Siria. Alcuni dei terroristi presto diventeranno i nostri terroristi – purché combattono allo stesso tempo i terroristi anche più orribili e i terroristi di Assad. Tutto quello di cui hanno bisogno sono altro denaro e altre armi. E scommetto che le otterranno, conclude Fisk, per gentile concessione dei vecchi Stati Uniti d’America. "Ma non menzionate mai la parola cospirazione".
Per la traduzione completa dell'articolo di Fisk si rimanda e si ringrazia Znet (traduzione di Maria Chiara Starace)
Per la traduzione completa dell'articolo di Fisk si rimanda e si ringrazia Znet (traduzione di Maria Chiara Starace)

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