Al popolo del Venezuela la nostra solidarietà. E la certezza che saprà rialzarsi
Il bilancio provvisorio è di 32 morti e oltre 700 feriti. Due scosse, 7.2 e 7.5, hanno sconvolto il paese mercoledì pomeriggio. La Guaira è la zona più colpita: decine di edifici crollati, dichiarata zona disastrata. I danni si estendono a Caracas, Miranda, Carabobo, Falcón, Yaracuy, Aragua, Trujillo e Zulia. Le scuole sono chiuse, le attività non essenziali sospese. Si scavano ancora tra le macerie. Il governo ha attivato rifugi e la app VenApp per segnalare dispersi e danni strutturali. Dichiarato lo stato di emergenza.
Sul fronte internazionale, la presidente incaricata Delcy Rodríguez ha ringraziato i governi di Barbados, Brasile, Cina, Russia, Colombia, Cuba, Curaçao, Stati Uniti, Giordania, Messico, Nicaragua, Panamá, Qatar, Regno Unito, Italia e Turchia, che si sono offerti per supporto e solidarietà. L'Onu e alcuni organismi multilaterali hanno già contattato Caracas. Si sono aggiunte nei messaggi anche Bolivia, El Salvador, Perù e Cile. Il Brasile, attraverso il presidente Lula, sta valutando misure di assistenza. L'Uruguay ha attivato i canali consolari per i propri cittadini. Messico, Ecuador, Colombia, Panamá e Stati Uniti hanno espresso disponibilità concreta, tra squadre di soccorso, aiuti umanitari e coordinamento logistico. L'Ecuador ha annunciato l'invio immediato di assistenza.
Ma c'è un dato che non può essere rimosso dal quadro: il Venezuela arriva a questa tragedia dopo anni di soffocamento economico causato dalle sanzioni statunitensi e da una guerra ibrida che ha indebolito strutture, servizi e capacità di risposta. Un paese già in emergenza prima che la terra tremasse. Ospedali con scorte ridotte, rete elettrica fragile, risorse bloccate all'estero. Il terremoto ha colpito un sistema già in affanno.
La redazione de l'AntiDiplomatico esprime la propria vicinanza al popolo venezuelano in queste ore drammatiche. E sa che quel popolo, abituato a resistere, abituato a rialzarsi nonostante tutto, saprà ricostruire le proprie case, le proprie strade, la propria vita. Lo ha già fatto contro l'assedio economico. Lo farà anche contro le macerie. Perché il Venezuela ha una forza che nessuna scossa tellurica e nessuna sanzione potranno mai spezzare.
#ÚLTIMAHORA | La presidenta encargada de Venezuela, Delcy Rodríguez, declaró el Estado de Emergencia en el país tras los dos sismos seguidos registrados este miércoles. Anunció la activación de un Estado Mayor integrado por los vicepresidentes sectoriales Diosdado Cabello, Juan… pic.twitter.com/1iuDSjz7Cp
— teleSUR TV (@teleSURtv) June 25, 2026


