Alberto Negri. Come uscire dal caos creato in Siria dagli Usa in sei mosse
"Il primo passo è fermare i bombardamenti della Turchia sui curdi siriani"
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di Alberto Negri*
Primo. Il problema lo hanno creato gli Stati Uniti nel 2003 frantumando l’Iraq e loro devono risolverlo. Non hanno espresso una chiara intenzione di farlo e adesso non riescono a gestire i disastri provocati fomentando in Siria una guerra per procura insieme a inefficaci e inaffidabili potenze sunnite.
L’ultimo esempio, dopo l’Isis, è lo Yemen, dove hanno dato via libera a Riad e vediamo con quali risultati devastanti.
Da questo punto di vista Obama e Kerry sono meno credibili di Putin e questo è stato percepito da tutto il mondo occidentale e musulmano.
Secondo. La tregua di Monaco non ferma la guerra in Siria. Anche avere dei corridoi umanitari sarà purtroppo assai difficile, lo dice persino Gentiloni. La guerra finisce con la guerra, bisogna decidere di dare credito a chi se lo è guadagnato sul campo di battaglia.
Tre. Il primo passo è fermare i bombardamenti della Turchia sui curdi siriani. Offrire al fronte sunnita un compromesso territoriale: Aleppo e la direttrice Nord-Sud con Damasco ad Assad e ai russi, il resto della Siria e dell’Iraq se lo vogliono lo possono liberare i sunniti dal Califfato insieme agli americani. Poi ridiamo, perché voglio vedere come i turchi e i sauditi combattono l’Isis e poi amministrano questa area da truppe occupanti. Ma è esattamente questo che profilano Riad e Ankara e anche Washington, che nel marasma decisionale non sa più che pesci prendere.
Quattro. Per gli amanti dell’horror diplomatico, dovrà forse essere formato un contingente di caschi blu per sorvegliare eventuali tregue. Sappiamo bene quali successi abbiano colto in passato ma proviamoci ancora una volta.
Quinto. Soluzione politica e confini. Non c’è soluzione ed è questo uno dei motivi principali per cui la guerra va avanti. L’unica soluzione appoggiata da Usa e Russia è confermare le vecchie frontiere come in una fiction: nessuno ha voglia di mettersi a fare spartizioni se non creando entità autonome simili al Kurdistan in Iraq.
Sesto. Dal caos non si esce né oggi ne forse tra dieci anni. Le previsioni fatte nel 2001, nel 2003 e nel 2011 sono lì a confermarlo. Buona fortuna a tutti.
*Post Facebook pubblicato su gentile concessione dell'autore
*Post Facebook pubblicato su gentile concessione dell'autore

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