Alcuni membri della famiglia reale saudita hanno finanziato gli attacchi di Al Qaeda. L'accusa del "ventesimo dirottatore"
"Al Qaeda e principi sauditi volevano abbattere l'Air Force One", Zacarias Moussaoui
"Tieni i tuoi amici vicino, ma ancora più vicino tieni i tuoi nemici" , sembra essere la strategia del non 'fare-nulla-di stupido' che Washington sta continuando a portare avanti in Medio Oriente, scrive il blog ZeroHedge. Come spiegare altrimenti il rapporto con l'Arabia Saudita, dato che, come riporta Reuters,
"Zacarias Moussaoui - un ex agente di al Qaeda in carcere a vita per il suo ruolo negli attenati dell'11 settembre 2001 - ha detto agli avvocati dele vittime degli attentati che i membri della famiglia reale saudita hanno sostenuto il gruppo militante islamico. I funzionari sauditi si sono affrettati a denunciare queste dichiarazioni come quelle di "un criminale squilibrato, inattendibile dal momento che i suoi stessi avvocati ne avevano sostenuto l'instabilità mentalmente".
Moussaoui ha dichiarato di aver stilato un elenco di 'donatori' durante gli anni di Osama bin Laden che include diversi funzionari sauditi "molto importanti", tra questi il Principe Turki al-Faisal Al Saud, ex capo dell'intelligence saudita, e il principe Bandar Bin Sultan, a lungo ambasciatore saudita negli Stati Uniti.
I reali sauditi, ha aggiunto Moussaoui, avrebbero anche discusso con dei funzionari dell’ambasciata saudita a Washington un piano per abbattere l’Air Force One, l’aereo presidenziale, con un missile. Moussaoui ha anche raccontato di aver partecipato al test di un ordigno che avrebbe docuto essere usato per un attentato all'ambasciata statunitense a Londra e di esser stato uno dei corrieri di Osama Bin Laden.


