Alessandro di Battista a Tsipras: "Se vuole essere l'inizio di un cambiamento reale in Europa scelga bene i suoi interlocutori"

"E' patetico il tentativo di sfruttare la vittoria di Tsipras da parte di chi non rappresenta più nulla della società civile italiana"

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Alessandro di Battista a Tsipras: "Se vuole essere l'inizio di un cambiamento reale in Europa scelga bene i suoi interlocutori"

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Tutti sul carro del vincitore di Tsipras da sinistra a destra, da Pittella a Alemmanno, da Salvini a Vendola. Ah poi scegliete voi chi considerare di sinistra e chi di destra tra tutti quelli che si sono pronunciati da domenica notte.

In un post di oggi sul blog di Grillo, Alessandro di Battista invita Syriza e Tsipras a scegliere bene i suoi interlocutori e di non cadere nella trappola di finti alleati all'Hollande o alla Renzi nei prossimi mesi. “Il suo partito Syriza, un aggregatore democratico di diversi movimenti e anime dal basso, è stato dal 2011, l'anno dell'arrivo della Troika al governo del paese, il punto di riferimento della protesta popolare contro le privatizzazioni selvagge, la distruzione del Welfare State e l'annullamento totale dei diritti sociali nel paese. Syriza ha potuto esserlo perché aveva una prerogativa fondamentale dalla sua: il potersi relazionare con le persone con la credibilità di chi non aveva mai governato nel paese e di chi non era mai sceso a compromessi con quelle logiche corporativo finanziarie che governano in Europa e che hanno distrutto la Grecia, così come gli altri paesi dell'Europa del Sud.” Tutti coloro che sono voluti salire sul carro di Tsipras hanno fatto per questo un esercizio patetico di esposizione mediatica, non rappresentando più nulla della società civile italiana dopo anni, decenni, di commistione con quelle stesse logiche che Tsipras dovrà combattere per rendere efficace la sua azione.
 
Come indicato molto bene da Jacques Sapir, Tsipras sarà presto di fronte ad un bivio: portare avanti il suo programma e quindi forzare una rottura con la Troika fino al default e il ritorno alla Dracma; oppure tradire il suo elettorato che non è solo quello greco ma tutta l'Europa del sud. Nel suo ultimo articolo, l'economista francese ricordava anche come la reazione tedesca contro il nuovo governo greco sarà dura non tanto per colpire la carcassa economica greca, ma per mandare un messaggio chiaro a Podemos e Movimento Cinque Stelle, alle possibilità di cambiamento in Spagna e Italia cioè. L'invito da parte di Alessandro di Battista di oggi è, da questo punto di vista, significativo. Nella scelta del premier greco dei suoi partner di riferimento in quella battaglia di “libertà, democrazia e civiltà"
 
 
Alla prima riunione con la Troika, il nuovo governo Syriza si ritroverà dunque di fronte ad un bivio: non tradire il suo elettorato e portare avanti il suo programma, o chinare la testa come hanno fatto, prima di lui, Papandreou e Samaras con il “Memorandum”. Nel primo caso non ci potrebbe essere altra alternativa che il default e l'uscita dall'euro, con la ripresa di una politica valutaria, monetaria e fiscale sovrana. Il secondo, al contrario, sarebbe un tradimento verso tutte le popolazioni dell'Europa del sud.
Un altro vassallo della Troika al potere ad Atene sarebbe un grave colpo per la battaglia di libertà, civiltà e democrazia di tutti i partiti critici dell'attuale architettura istituzionale europea nel resto dell'Europa del sud. Parliamo solo di quei partiti, come il caso di Syriza, non delegittimati da anni di potere e di compromessi con le lobby corporativo-finanziarie, protagoniste politiche dominanti oggi. Chi ha partecipato a distruggere il continente ed ora per opportunità politica si dichiara un pentito di circostanza non ha più nessuna credibilità tra le popolazioni. Se vuole essere l'inizio di un cambiamento reale di civiltà e democrazia, Tsipras ne tenga conto nella scelta dei suoi interlocutori." Alessandro Di Battista

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