Almeno 5 morti nelle proteste in Siria di venerdì. Rimane fragile la tregua

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Almeno 5 morti nelle proteste  in Siria di venerdì. Rimane fragile la tregua

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Dopo la preghiera del venerdì, in diverse città della Siria gli oppositori del regime hanno preso possesso delle strade per manifestare contro le politiche di repressione portate avanti da Assad. Di fronte ad imponenti misure di sicurezza, le organizzazioni dei ribelli denunciano almeno 5 morti in quello che doveva essere un test decisivo sulla volontà di Damasco di rispettare il cessate il fuoco iniziato giovedì mattina, come primo punto dell'attuazione del piano di pace dell'inviato congiunto delle Nazioni Unite e della Lega Araba Kofi Annan. Secondo gli attivisti, nella maggior parte delle piazze le forze di sicurezza hanno sparato diversi colpi in aria per prevenire il regolare svolgersi delle manifestazioni. Ma in altre sono stati sparati direttamente sulla persone: due persone sono morte mentre cercavano di raggiungere la piazza principale di Hama; altre due persone sono morte nella città di Nawa, nella provincia meridionale di Deraa; mentre un quinto sarebbe stato ucciso a Salqin, nella provincia settentrionale di Idlib, secondo quanto riferisce la commissione locale di coordinamento, il principale organo d'informazione delle opposizioni.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sta per introdurre una risoluzione che darà il via libera ad una missione di 30 osservatori internazionali con il compito di monitorare il regolare svolgersi del cessate il fuoco.

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