Altro giornalista ucciso in Messico: a rischio la libertà di stampa
Ennesima morte in Messico, causata dalla guerra al narcotraffico: è stato assassinato un altro giornalista, Renè Orta Salgado. E' stato trovato morto nella parte posteriore della sua macchina. Con Orta Salgado sono cinque i giornalisti uccisi negli ultimi quindici giorni, vittime della guerra tra i cartelli della droga e il crimine organizzato, che solo questo mese ha causato centinaia di morti in tutto il paese.
Gli omicidi, insieme ai vari attacchi contro le sedi dei mezzi di comunicazione, minacciano la libertà di stampa. Alla tragedia dei morti, si aggiunge anche quella dei vivi, che hanno paura di scrivere, in una situazione di insicurezza che impedisce di fatto il libero esercizio del giornalismo. Il giornale "El Mañana", la cui sede è stata vittima di violenza questo fine settimana, ha dichiarato in un editoriale che, per il momento, rinuncia a scrivere "qualsiasi informazione che derivi dalle dispute violente che soffrono la nostra città e altri regioni del paese".
Orta Salgado, ex reporter de "El Sol de Cuernavaca", aveva abbandonato l'attività di giornalista lo scorso dicembre, per guidare un gruppo politico chiamato "Imprenditori per la Nazione" che appoggia il candidato alla presidenza Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale - PRI.
La morte di Orta Salgado avviene in un mese, quello di maggio, specialmente violento per la stampa messicana.


