Amen. Berlino risponde a Varoufakis: "Non possiamo rispondere a tutte le proposte incomplete di Atene"

Volker Kauder: "Alexis Tsipras ha il diritto di fare proposte, ma poi deve essere pronto a subirne le conseguenze"

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Amen. Berlino risponde a Varoufakis: "Non possiamo rispondere a tutte le proposte incomplete di Atene"

 
La Grecia ha annunciato che la proposta di cancellazione del debito non fa più parte della lista delle negoziazioni e ha proposto al contrario un “debt swap” da parte della Bce e dell'European Financial Stability Facility. Lo ha annunciato ieri Yanis Varoufakis a 100 finanzieri a Londra e poi la notizia è stata ripresa da Bloomberg, dal Financial Times e poi da tutte le testate mondiali.
 
Lo stesso Varoufakis ha poi specificato: “se dobbiamo usare un'ingegneria finanziara per spingere la Grecia fuori dalla schiavitù del debito, lo faremo. Il debito pubblico greco tornerà sostenibile, la prospettiva di una crescita reale permetterà di tornare a respirare; il governo e il ministro delle Finanze non indietreggeranno, non conta quanta determinazione serva”.
 
Rispetto alle critiche di un brusco indietreggiamento delle posizioni inziali, il portavoce del governo Gaviil Sakellaridis ha dichiarato a Skai TV oggi che “non c'è stato nessun indietreggiamento e che il governo rimarrà fermo nella sua posizione per un taglio di parte del suo debito”. Ha poi rimarcato che “Yanis Varoufakis ha precisato che le questioni tecniche hanno l'obiettivo di rendere il debito greco sostenibile e di limitare il carico sui cittadini greci”. 
 
L'attesa di come avrebbe reagito la Germania a questo nuovo piano greco (anche se è più o meno uguale al vecchio, come aveva scritto Zero Hedge, ma solo con nuove parole nella speranza che i contribuenti tedeschi non le capiscano), è arrivata la dichiarazione di Volker Kauder, capogruppo parlamentare del CDU di Angela Merkel, secondo cui “il piano del debito greco è mezzo cotto (incompleto)” e che non risponderà a tutte le proposte che vengono da Atene ogni giorno, chiarendo come non ci sarà alcuna negoziazione per l'estensione delle proposte di salvataggio attuale: “abbiamo accordi con la Grecia e non con il governo. E questi accordi devono essere rispettati”.

E ancora, riporta Bloomberg, “non giocheremo a questo gioco. Non sono pronto a commentare piani incompleti ogni giorno. Il primo ministro Alexis Tsipras ha il diritto di fare proposte, ma poi deve essere pronto a subirne le conseguenze. I contribuenti tedeschi non saranno responsabili delle decisioni di questo governo populista. Spetta alla Grecia decidere”. Amen.
 
Tutto questo è avvenuto poco dopo che Angela Merkel ha dichiarato che le trattative sulla Grecia dureranno per mesi. “Non voglio commentare ora su tutto quello che si legge oggi. E' chiaro che il governo greco sta ideando alcune posizioni. E' più che comprensibile quando sei al potere da pochi giorni”, ha poi aggiunto. 
 
Berlino - Francoforte e Bruxelles con lei - non hanno alcuna volontà di trattare. La Grecia di Tsipras può anche illudersi di poter negoziare, di ritrattare sulla sua posizione che nessuno ha mai preso in considerazione, dato che un tavolo non esiste, non è mai esisistito e non esisterà mai. Dopo il 28 febbraio Tsipras e Varoufakis saranno ad un bivio: accettare le richieste imposte o rompere con questa trappola. Tutto il resto è mistico illusionismo.

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