Amnesty International: "A Gaza il genocidio non è finito, il cessate il fuoco è un'illusione pericolosa"

2322
Amnesty International: "A Gaza il genocidio non è finito, il cessate il fuoco è un'illusione pericolosa"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre, Israele sta continuando a commettere atti di genocidio nella Striscia di Gaza. È la conclusione di un nuovo rapporto di Amnesty International, i cui contenuti sono stati rilanciati giovedì, lo stesso giorno in cui si sono registrati nuovi raid aerei israeliani sui quartieri di al-Tuffah, al-Shuja'iyya e Rafah.

Secondo fonti mediche locali, il bilancio complessivo dell'offensiva lanciata da Israele dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 ha superato i 69.799 palestinesi uccisi e 170.972 feriti, con ricercatori indipendenti che avvertono come il conteggio effettivo sia probabilmente molto più alto. Dall'inizio della tregua, le operazioni israeliane hanno causato almeno 352 vittime e 896 feriti.

“Il cessate il fuoco rischia di creare la pericolosa illusione che la vita a Gaza stia tornando alla normalità”, ha dichiarato Agnès Callamard, Segretaria Generale di Amnesty International. “Ma il genocidio di Israele non è finito. Finora, non vi è alcuna indicazione che Israele stia adottando misure serie per invertire l'impatto mortale dei suoi crimini”.

Callamard ha accusato le autorità israeliane di “continuare le loro politiche spietate”, limitando l'accesso agli aiuti umanitari e “imponendo deliberatamente condizioni calcolate per distruggere fisicamente i palestinesi a Gaza”. Il briefing dell'organizzazione sottolinea come Israele “limiti severamente” l'ingresso di cibo, medicine, elettricità e materiali per le riparazioni, oltre a vietare le attrezzature necessarie per rimuovere macerie e ordigni inesplosi, con gravi rischi per la salute pubblica.

Il quadro giuridico e le responsabilità internazionali

Il rapporto richiama l'attenzione sulle ordinanze legalmente vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), regolarmente disattese da Israele. Amnesty denuncia inoltre la quasi totale assenza di indagini pubbliche sui presunti atti di genocidio da parte delle autorità israeliane, notando anzi un “sostegno politico di alto livello” per crimini come violenze sessuali e torture.

Un'ulteriore critica è rivolta al nuovo disegno di legge israeliano sulla pena di morte, che, nella sua formulazione attuale, colpirebbe in modo sproporzionato i palestinesi. Il documento condanna anche il continuo diniego di accesso a Gaza per investigatori internazionali, media e organizzazioni per i diritti umani, che di fatto impedisce la raccolta di prove cruciali.

Amnesty International ha esortato i leader mondiali a “dimostrare il loro impegno nel prevenire il genocidio” interrompendo immediatamente tutti i trasferimenti di armi a Israele. Callamard ha anche sollecitato le aziende a sospendere qualsiasi operazione collegata alle azioni israeliane a Gaza, avvertendo che “il mancato dimostrare che [i funzionari israeliani] saranno ritenuti responsabili dà loro di fatto carta bianca per continuare”.

La situazione in Cisgiordania

Le violenze proseguono anche in Cisgiordania, dove per il secondo giorno consecutivo le forze israeliane conducono un'“ampia operazione antiterrorismo” a Tubas. L'Agenzia ONU per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha riferito che circa 32.000 residenti sono stati sfollati con la forza dai campi di Jenin, Tulkarm e Nur Shams, definiti ormai “città fantasma”. La distruzione sistematica in corso, ha affermato un direttore UNRWA, “va contro i principi fondamentali del diritto internazionale”.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale di Fabrizio Verde Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti